Parmalat: rischio prescrizione, risarcimenti a rischio?

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In questi giorni circa 80 mila risparmiatori beffati dal crac Parmalat stanno trattenendo il fiato, osservando con cautela e attenzione quello che accadrà il 18 aprile, quando vi sarà la sentenza di primo grado per il processo per aggiotaggio in corso presso il Tribunale di Milano contro gli istituti di credito Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank e Morgan Stanley, e cinque alti manager degli istituti di credito esteri. Ma perchè l’attenzione verso la data del 18 è così elevata? Cerchiamo di vederci chiaro.

Il 18 aprile il Tribunale di Milano si pronuncerà affermando o meno l’esistenza di aggiotaggio, reato per cui la prescrizione per le persone fisiche è pari a sette anni e mezzo.

Essendo il reato stato “formalmente” e puntualmente commesso alla fine del 2003, ciò sarebbe pari a identificare la data di prescrizione tra pochissime settimane.

A questo occorrerà aggiungere che, anche in caso di sentenza di primo grado, con il presumibile appello i tempi si dilungherebbero comunque in maniera sufficiente per far scattare la prescrizione del reato.

Per fortuna, o meno, buona parte degli ex investitori in Parmalat hanno già sottoscritto degli accordi con gli istituti di credito collocatori dei prodotti di risparmio, arrivando a ridurre il pregiudizio sofferto in questa ennesima storia di mala finanza italiana.

Sab 09/04/2011 da Roberto Rossi in

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