Poste italiane: tra servizi bancari e (dis)servizi postali?

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Riusciranno le Poste italiane a trovare un adeguato bilanciamento tra la fornitura di servizi postali e quella di servizi bancari? La Repubblica ha recentemente pubblicato un’interessante inchiesta in proposito, che cerchiamo di riassumere aggiornandovi altresì sulle ultime novità in termini di diffusione dei servizi bancari all’interno degli uffici postali e, più in generale, sulla possibilità di Poste Italiane di acquisire pacchetti di partecipazioni nelle banche.

Secondo le ultime novità, infatti, le Poste Italiane potranno acquisire partecipazioni negli istituti di credito, a patto che riescano a creare un patrimonio autonomo e separato rispetto al principale, scorporando sostanzialmente il business BancoPosta.

L’inchiesta del quotidiano italiano si sofferma tuttavia sul fronte dei servizi postali, sostenendo che anche a causa del recente ridimensionamento, vi sarebbe una generalizzata carenza di personale e, pertanto, di flessione della qualità del servizio offerto.

E voi che ne pensate? Come giudicate la qualità del servizio postale italiano?

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Lun 21/02/2011 da Roberto Rossi in ,

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Mauro 22 febbraio 2011 13:21

è molto positivo il rafforzamanto del Bancoposta, potrebbe risultare molto utile al finanziamento del debito pubblico, come era d’altronde nello spirito della sua costituzione.
è tuttavia quasi impossibile che le Poste possano migliorare a breve i servizi postali a meno che non azzarino tutti i processi di automazione e ricomincino daccapo.

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