Rating Eurozona: Standard & Poor’s minaccia tagli

Germania, Francia, Austria, Olanda, Finlandia e Lussemburgo. Paesi accomunati da una tripla A sulla solidità dei propri conti e del proprio debito. Nazioni che ora, in seguito alla decisione di Standard & Poor’s di porre le rispettive finanze pubbliche sotto osservazione, rischiano di veder deteriorato lo storico giudizio sulla propria solvibilità di almeno un notch.
I vertici dell’agenzia di rating hanno infatti spedito una comunicazione di messa sotto osservazione ai governi dei sei Paesi di cui sopra, che hanno subito l’apposizione di un “credit watch negative” sui proprio bilanci. In termini più concreti, tutti i Paesi membri, dalla Germania alla Francia, rischiano a breve di perdere il proprio rating massimo, condannando l’intera Eurozona a un declassamento repentino.
Ad ogni modo, nulla è ancora stabilito. Standard & Poor’s ha infatti affermato di voler valutare lo scenario in maniera più accorta nel corso dei prossimi giorni. Un riferimento piuttosto chiaro di quello che potrebbe capitare durante il summit europeo dell’8 e del 9 dicembre, che permetterà una migliore definizione dell’attuale scenario, e delle misure che saranno intraprese su scala internazionale per contrastare la crisi del vecchio Continente.
Più in concreto, comunque, è altamente probabile che nel corso dei prossimi 90 giorni Standard & Poor’s possa provvedere a rivedere al ribasso il rating dei sei Paesi, che compierebbe un piccolo ma significativo passo indietro, da AAA ad AA+. Una mossa, quella dell’agenzia di rating, che non appare comunque sorprendente, visto che da settimane si paventava l’emersione di un outlook negativo sulle economie di Parigi (soprattutto) e di Berlino.
Proprio nei dintorni della Torre Eiffel è arrivata la prima risposta: il governo francese, attraverso il Ministro del bilancio, afferma di ” leggere questo avvertimento come un incoraggiamento ad elaborare una risposta molto forte e a mettere a segno una unità europea senza falle” in occasione del vertice europeo di Bruxelles, essenziale per tutti i Paesi della zona euro, e dunque per la Francia”.
Più esplicito il nuovo direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, secondo cui “le agenzie di rating hanno fatto un’analisi socio-politica semplicistica, superficiale e frettolosa che fa estrapolazioni di aritmetica”.
Mar 06/12/2011 da Roberto Rossi in Rating











