Santoro verso La 7 e TiMedia vola in borsa

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Il conduttore di Annozero, Michele Santoro, ha oramai ufficializzato il divorzio dalla Rai. A dichiararlo è lo stesso giornalista, che ha affermato come, in seguito alla decisione della Rai di annullare al conferenze di fine produzione, il saluto al proprio pubblico e ai colleghi avverrà nell’anteprima dell’ultima puntata della fortunata trasmissione di giovedì prossimo, che pertanto si aprirà con il consueto spazio sul monologo di Santoro, il cui contenuto è già stato oggetto di premessa.

Numerose le conseguenze di questo “divorzio” italiano. Un divorzio consensuale, visto e considerato che la risoluzione del rapporto di lavoro è ufficialmente “consensuale”, riservando per il futuro “altre e diverse forme di collaborazione”.

Si definisce in tal modo il contenzioso che da molto tempo pendeva in sede giudiziaria, liberando nel contempo Santoro che, stando a quanto viene affermato dalle più recenti indiscrezioni, dovrebbe approdare su La7.

Altra conseguenza è quella che sta riguardando il mercato regolamentato italiano, con TiMedia che, sulla spinta della voce di cui sopra che vorrebbe il conduttore verso La7, sta compiendo un buon balzo in Borsa.

Mar 07/06/2011 da Roberto Rossi in ,

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Pellegrino erminio 7 giugno 2011 15:03
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dicono che anno zero sia di parte, non è vero, la parte contraria è sempre presente o comunque invitata solo che non avendo argomenti per controbattere le verità morali o processuali va lì unicamente per creare caos cercando di impedire che gli spettatori capiscano il succo delle questioni. Nel cambio di rete il vantaggio a mio parere è tutto della sette e di Santoro coi suoi ascoltatori e in più si otterrà che i vari talk di Vespa e compagni non saranno più seguiti da nessuno o quasi perchè li si che sono di parte e il contradditorio viene schiacciato e umiliato. Il mio augurio è che oltre a Santoro , anche Flores e l’annunziata spero seguano il suo esempio cosi la RAI diventerà come le chiese dove vanno solo vecchiette/i col cervello ormai cotto e quindi irrecuperabile.

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