Settore Auto: la Fiat spegne i motori

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amministratore delegato fiat

Da oggi e fino al 12 gennaio del 2009, i lavoratori della Fiat rimarranno a casa. Per la società del Lingotto trattasi di ‘vacanze forzate’ concesse ai propri dipendenti a causa di una crisi di domanda che non riguarda solamente il settore dell’auto, ma anche quella dei mezzi pesanti, dei trattori e della componentistica.

Sergio Marchionne, senza nascondere nulla, ha non a caso parlato di una crisi mai vista, senza precedenti, dalla quale però Fiat, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato, saprà risollevarsi. I lavoratori, quasi 50 mila, vanno quindi in massa in cassa integrazione, in una fase congiunturale caratterizzata da una recessione economica, per l’Italia e per il resto del mondo, di cui è difficile prevedere la durata e l’ampiezza.

Nella sostanza la crisi del comparto automobilistico USA non solo ha lasciato il segno anche in Europa, ma si è trasferita pesantemente anche sull’economia reale. Ciò nonostante, l’AD di Fiat ha messo in evidenza come complessivamente i conti 2008 della casa automobilistica italiana saranno buoni; ma la preoccupazione, forte, è quella relativa al business nel 2009, visto che il crollo della domanda e la scarsa visibilità di un’inversione di tendenza del ciclo economico non inducono al momento a disegnare scenari ottimistici.

Nel consueto incontro di fine anno con i dirigenti, Sergio Marchionne ha ricordato come anche nel 2004 la Fiat fosse entrata, anche se per ragioni diverse, in uno stato di crisi da cui poi è uscita brillantemente. Per uscire dalla crisi è altresì necessario che non ci siano distorsioni della concorrenza; di conseguenza, Sergio Marchionne guarda con interesse misto a preoccupazione a quanto accade negli USA; i probabili aiuti di Stato a favore di Ford, Chrysler e General Motors rischiano secondo l’AD di falsare il mercato, ragion per cui sarebbero necessarie regole che valgano per tutti in un contesto competitivo.

In Europa, non a caso, i player del comparto si stanno leccando le ferite; dopo i primi otto mesi del 2008, caratterizzati da buoni affari, anche per Fiat, la domanda di nuovi veicoli è crollata innescando tagli ripetuti alla produzione e chiusure forzate degli stabilimenti; la crisi dei produttori si sta trasferendo pesantemente sull’indotto, dai produttori di componenti fino ad arrivare ai concessionari.

Ma quello che preoccupa è che secondo gli esperti la crisi del settore auto non ha ancora toccato il fondo; in base alle attese, ci vorranno almeno 24 mesi per rimettere le cose in ordine anche, probabilmente, attraverso un pacchetto di aiuti di Stato a favore dei produttori europei. Una cosa è comunque certa: la crisi sarà superata attraverso piani di partnership, aggregazioni e fusioni societarie; in futuro ci sarà spazio solo per una mezza dozzina di grandi produttori di auto che dovranno adottare un nuovo modello di business.

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Federico 15 dicembre 2008 23:06
Subtract karmaAdd karma

Ecco la crisi e noi operai che fine facciamo? Ho lavorato per 36 mesi alla Sevel in Val di Sangro e ora mi hanno licenziato. Tre anni di sacrifici e di promesse non mantenute. Fino a Ottobre si facevano mensilmente gli straordinari e adesso i ritmi di lavoro sono massacranti. Vi siete fatti le scorte di furgoni nei magazzini facendoci lavorare come negri senza regole e senza dignità e ora arrivederci e grazie.
Che faranno 1000 famiglie? Cosa dico ai miei figli: speriamo che la crisi finisca presto ed eventualmente mi richiamano a lavorare con nuovi ricatti? La SEvel in tre anni doveva venire al primo posto, i sabati straordinari che eravamo obbligati a fare, le malattie passate a lavorare, gli infortuni non denunciati altrimenti niente contratto a tempo indeterminato. E ora ecco il risultato: LICENZIATO

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