Speculazione finanziaria, così ci rovinano la vita

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GREECE FINANCE ECONOMY

La speculazione finanziaria non è una questione puramente appartenente al mondo delle banche e dell’alta finanza internazionale. Purtroppo, atteggiamenti aggressivi e concordati possono nuocere gravemente sulla vita di tutte le persone, sconfinando il recinto dello scenario finanziario e andando a finire sul mondo economico e su quello reale. Come e in che modo? Ecco una nostra piccola guida in merito.

Partiamo da quanto affermato recentemente da Il Sole 24 Ore, che ha preso spunto dalla recentissima vicenda (ancora ben poco chiara) relativa allo scandalo che sta vedendo coinvolte alcune delle principali banche britanniche, le quali avrebbero prodotto alcuni comportamenti volti a modificare le quotazioni idonee del Libor.

“Prendiamo ad esempio, i credit default swap (cds): speciali polizze assicurative che servono agli investitori per coprirsi dal rischio di insolvenza di qualunque Stato o impresa” – afferma il quotidiano – “Dato che il costo della polizza varia a seconda della rischiosità di ogni Stato o azienda, quando il costo dei Cds sale lancia l’allarme rosso sui mercati e fa salire il costo effettivo del debito dello Stato o dell’azienda in questione. Si dirà: è il mercato a decidere se il costo del Cds sale o scende. Vero, ma il mercato è in gran parte in mano alle prime quattro banche Usa”.

Insomma, il passaggio dalla finanza all’economia è abbastanza ristretto: se gli attacchi finanziari fanno percepire più elevato il rischio di uno Stato, con impennata dei cds, ad aumentare è anche il costo del rifinanziamento di quesllo Stato e, più in generale, il costo di approvvigionamento del denaro locale. Quindi, prestiti più cari alle famiglie e alle imprese, condizioni di spesa più critiche, e così via.

Di qui, una seconda domanda. Possono queste banche manipolare il mercato dei credit default swaps, influenzando così a loro piacimento e convenienza il costo del debito di Stati o di aziende? Sempre secondo il quotidiano economico finanziario, “sugli Stati grandi, Italia inclusa, questo è forse difficile. Ma su Stati piccoli, come la Grecia, non lo si può escludere. Anzi: sul mercato si racconta che ad inguaiare Atene sia stata anche (non solo, ovvio) la speculazione sui Cds greci. Possibile che qualcuno abbia mosso quelli (che essendo illiquidi non necessitavano di grandi somme), alterando il costo del debito della Grecia e peggiorandone la crisi? Lo stesso discorso si può fare sulle aziende, che molto spesso hanno più Cds (cioè polizze sul debito) che debiti. Un esempio a caso: la catena di supermercati Carrefour ha 17,6 miliardi di euro di debiti sul mercato, ma 26 miliardi di polizze Cds. Questo, in un mercato opaco, può fomentare la speculazione? Può cambiare la vita di aziende o Stati? Nessuno può veramente saperlo”.

Ma i casi con cui la finanza ha modificato l’ordinarietà della vita economica di tutti i giorni sono si limitano ai cds. Si pensi ai Cdo, che negli ultimi tempi hanno acquisito, loro malgrado, una discreta fama. “Prendiamo le obbligazioni salsiccia, chiamate Cdo” – ricorda Il Sole 24 Ore – “nelle quali un tempo le banche infilavano mutui Usa e titoli tossici prima di rivenderle a ignari clienti. Ebbene: i Cdo hanno messo nei guai intere città in Norvegia. Hanno fatto perdere tutti i soldi (poi recuperati con una transazione) a un convento di frati in Italia. A molti investitori. Per non parlare degli Etf, strumenti che replicano indici spesso a leva: da tempo le autorità hanno messo gli occhi su questi strumenti. Come un grande cavallo di Troia, la fmanza penetra dentro la vita di tutti i giorni indiscreta. Lasciando poche tracce. Ma, potenzialmente, tanti danni”.

Negli scorsi anno i cdo sarebbero stati venduti in maniera fin troppo generosa a investitori apparenenti a varie categorie di rischio, comprese le amministrazioni comunali. Con ciò che ne è coneguito con lo scoppio delle perdite, e le ripercussioni per i cittadini, contribuenti finali…

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Mer 04/07/2012 da Roberto Rossi

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