Tagli ai costi della politica: riuscirà Monti nell’impresa?

Il futuro governo Monti sta per nascere con una priorità: procedere nel tentativo di dar seguito a quanto i precedenti governi politici non hanno mai fatto sul fronte dei tagli ai costi della politica. Una priorità non certo facile da conseguire, ma che sembra un comandamento già scritto nell’agenda del professore, che dovrà contribuire a rinvigorire il depresso stato d’animo degli italiani.
I tagli ai costi della politica sono stati invocati da più parti nel corso delle ultime settimane. Una riduzione degli oneri che servirebbe non solo a beneficio del bilancio pubblico, quanto anche a miglioramento della fiducia degli italiani nei confronti della “casta”, in un rapporto sempre più sfilacciato e usurato.
La missione di Monti rischia tuttavia di naufragare in alto mare. Il governo sta infatti per nascere con l’incubo dei veti incrociati e con le (nemmeno tanto velate) minacce di staccare la spina ad ogni mimima turbolenza. Nonostante ciò, il professore dovrà cercare di far recuperare alla politica la credibilità perduta. Magari partendo da qui:
- Auto blu: nonostante gli annunci degli scorsi anni, troppe auto blu invadono ancora le stradella Capitale (e non solo). Secondo una recente stima dell’ex Ministro Brunetta, riducendo ancora il numero delle auto blu si potrebbe ottenere un risparmio pari a un miliardo di euro all’anno.
- Bilancio delle pubbliche amministrazioni: i documenti economico-finanziari e patrimoniali degli enti pubblici appaiono poco chiari e altrettanto scarsamente trasparenti. Si rende necessaria una migliore pianificazione della destinazione dei fondi, rendendo sempre noto al cittadino in che modo vengono usati i soldi delle tasse.
- Doppio lavoro: 186 parlamentari svolgono un doppio lavoro. Perchè non cercare di clonare la regola valida negli Stati Uniti, dove coloro che fanno i deputati e i senatori non possono svolgere altri impegni non istituzionali?
- Gettoni di presenza: i famosi “gettoni”, che finiscono nelle buste paghe degli amministratori locali e centrali, vengono stabiliti in autonomia dai vari enti pubblici. Si rende necessaria una regola omogenea per l’intero territorio nazionale, al fine di cancellare i privilegi locali.
- Numero dei parlamentari: se ne parla da diverso tempo, ma nessuno vuole agire. Forse, però, il momento giusto è davvero arrivato per dimezzare il numero di deputati e di senatori, o per unificare le due Camere.
- Province: l’abolizione delle Province potrebbe ridurre i costi relativi, pari a 14-17 miliardi di euro l’anno. Anche in questo caso, se ne parla da anni, ma non si è ancora riuscito a concludere alcunchè. Riuscirà Monti nell’arduo tentativo?
E voi, cosa suggerireste per ridurre gli sprechi della politica?
Lun 14/11/2011 da Roberto Rossi in Governo











