Tassi, la Cina rincara il prezzo del denaro

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La Banca centrale cinese ha deciso di incrementare i tassi di interesse di riferimento su impieghi e raccolta di 0,25 punti percentuali, portando il tasso ufficiale al 5,81% per quanto concerne i finanziamenti, e al 2,75% per quanto invece concerne i depositi. Una decisione che replica una identica scelta compiuta poco meno di tre mesi fa, quando al fine di scoraggiare l’inflazione e la speculazione immobiliare, l’istituzione monetaria aumentò il costo del denaro.

Come sopra appena anticipato, la motivazione che sta alla base della scelta della Banca di portare al rialzo i tassi sembra essere quella relativa al contenimento dell’inflazione, che nel corso del mese di novembre ha superato i 5 punti percentuali, assestandosi su livelli record da due anni a questa parte.

Sembra inoltre scontato che il tasso di inflazione annualizzato per l’esercizio in chiusura supererà il target predisposto dal governo (il 3,3% contro il 3%), dando un segnale negativo sulle capacità gestionali delle autorità di Pechino.

Un’altra determinante che ha condotto l’istituzione monetaria a questa scelta è anche il timore della formazione di una bolla immobiliare, con una speculazione piuttosto accesa che sta alimentando la forte crescita dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo.

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Lun 27/12/2010 da Roberto Rossi in

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