Terremoto in Emilia Romagna, così le banche guadagnano sulla tragedia

Il recente terremoto in Emilia Romagna ha generato la (fortunatamente) consueta ondata di generosità da parte degli italiani, che hanno già donato ingenti quantità di denaro per supportare la parziale ripresa delle attività da parte di famiglie e imprese delle zone maggiormente colpite dal sisma. Eppure, anche in una situazione che dovrebbe essere chiara e trasparente, c’è qualcosa che non va…
A riportarlo è Gabriele Villa, sul Giornale, che prendendo spunto dalla recente esperienza di un cittadino di Legnano che ha provato a effettuare una donazione attraverso bonifico bancario, si è trovato dinanzi a una sorpresa ben sgradita.
“O, meglio, che sia stato costretto a rinunciare alla donazione dopo essersi sentito chiedere dall’impiegato allo sportello una commissione bancaria di cinque-euro-cinque per il bonifico. «Lo ammetto spiega- è stata una reazione istintiva, mi sono sentito preso in giro. Ma come? Uno vuol aiutare i terremotati, viene a fare beneficenza e le banche ne approfittano per saccheggiare le nostre tasche. No, mi spiace per i nostri sfortunati connazionali dell’Emilia, ma io a questo gioco non ci sto». Così si è espresso al telefono il nostro lettore e, francamente, è difficile dargli torto” – riporta il quotidiano.
Purtroppo, continua ancora l’articolo del Giornale, il caso è tutt’altro che isolato. “Un giro di telefonate in alcuni istituti di credito ci ha confermato il «misfatto». Le banche, specie se non sono la banca di riferimento, cioè se non si tratta della banca in cui il donatore ha un conto corrente, non fanno alcuna distinzione e applicano alla lettera i loro balzelli e le loro commissioni di bonifico. In altre parole non interessa affatto alla banca che sulla causale del bonifico ci sia scritto: terremotati o una qualsiasi altra parola che evochi generosità e solidarietà. Provate dunque a immaginare in queste ore quante persone, migliaia di persone si stanno prodigando a versare piccoli o grandi gruzzoli, e vengono puntualmente tartassate arricchendo le banche dove si recano a fare il loro bravo bonifico”.
Una situazione davvero paradossale. Le banche avrebbero potuto fornire un significativo aiuto ai terremotati esentando dalle commissioni l’effettuazione di bonifici di donazione per le zone colpite dal sisma. E, invece, le commissioni continuano ad essere percepite, poichè i bonifici disposti per le donazioni di cui abbiamo appena fatto cenno vengono considerate in tutto e pertutto come transazioni “ordinarie”, da assoggettare al pagamento di commissioni, come da tariffario standard.
Una vera e propria beffa. Un’ulteriore determinante che rischia di acuire i rischi di un incremento della tensione tra i contribuenti e un sistema bancario che non è mai stato avvertito davvero vicino alle difficoltà delle famiglie e delle piccole e medie imprese della Penisola, da anni oramai alle prese con criticità estremamente significative e profonde.
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Gio 31/05/2012 da Roberto Rossi in Banche, Banche Italiane
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Gli istituti di credito danno sostanza alla nostra economia. Tuttavia, oggi più che mai abbiamo l’impressione che essi siano tanto, troppo, lontani dai reali problemi delle famiglie e delle imprese.
Rispondi Segnala abusoUrge un cambiamento culturale.