Terremoto in Giappone, anche le assicurazioni contano le perdite

Anche le compagnie assicurative hanno iniziato a fare i conti con le perdite derivanti dal terremoto che ha colpito il Giappone lo scorso 11 marzo. Così come avvenuto in passato per altri disastri naturali di notevole entità (come l’uragano Katrina, negli USA), anche il sisma nipponico dovrebbe provocare ingenti perdite nei bilanci delle compagnie assicurative e delle riassicurazioni, le quali stanno iniziando a stilare le prime stime sulle conseguenze che la terribile calamità naturale ha generato sul territorio dell’arcipelago nipponico nel giro di pochissimo tempo.
Il sisma (che secondo i dati forniti dalla polizia locale, dovrebbe aver provocato quasi 4 mila morti, oltre a circa 8 mila dispersi – i numeri potrebbero tuttavia incrementare ulteriormente nel corso delle prossime ore) ha infatti già determinato due conseguenze rilevanti.
La prima è relativa al costo delle assicurazioni, che proprio a causa del disastro dovrebbero aumentare sensibilmente nel corso dei prossimi mesi, contribuendo a ingrossare il fatturato delle compagnie di assicurazione.
Secondo: le compagnie di assicurazione, tuttavia, ora dovranno fronteggiare le perdite dovute dal terremoto, con il loro intervento che – stando a quanto afferma il modello di calcolo Eqecat, dovrebbe essere compreso tra i 12 miliardi di dollari e i 25 miliardi di dollari.
Più pessimista è invece il modello AIR Worldwide, secondo cui le perdite delle compagnie di assicurazione saranno comprese tra i 15 miliardi di dollari e i 40 miliardi di dollari.
Il terremoto giapponese si candida così ad essere il secondo evento naturale più “costoso” dietro all’uragano Katrina, che costò alle compagnie oltre 62 miliardi di dollari.
Ven 18/03/2011 da Roberto Rossi in Assicurazioni, Giappone











