Terremoto in Giappone, non tutti riaprono le fabbriche

Nelle scorse settimane, parlando del terremoto in Giappone, abbiamo riportato diverse volte la notizia relativa alla riapertura di alcune importanti fabbriche, come ad esempio quelle di Toyota e di altre società automotive. Purtroppo, però, non tutte le fabbriche sono ripristinabili, e leggiamo proprio in queste ore di alcune grandi aziende che hanno rinunciato a riaprire le loro unità, spostando le linee produttive altrove.
Tra queste grandi aziende c’è sicuramente la Hitachi, che secondo le notizie riportate su Bloomberg, non avrebbe attualmente ancora programmato la data di ripristino delle proprie linee produttive. La compagnia non ha rivelato nemmeno alcun piano a lungo termine per uno degli impianti coinvolti, dove lavorano circa 200 persone, e dove vengono generati ricavi di vendita per circa 5 miliardi di yen.
Simile è anche la posizione della Boehringer, una società farmaceutica che ha interrotto la produzione a Namie, circa 10 chilometri distante dalla centrale energetica di Fukushima.
Hitachi e Boehringer sono, purtroppo, in cattiva e larga compagnia, rappresentando un risvolto – l’ennesimo – della crisi giapponese, che dovrebbe trascinare i propri effetti più negativi ben oltre il breve termine.
Gio 14/04/2011 da Roberto Rossi in Giappone











