Terremoto in Giappone, Sony e Toyota chiudono fabbriche

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Sony, Toyota e altre grandi corporate giapponesi hanno annunciato la chiusura dei propri impianti a causa del disastroso terremoto che ha colpito il Giappone, provocando danni ancora da accertare alle fabbriche delle società nipponiche. La catastrofe naturale provocherà pertanto dei pregiudizi che paiono essere già piuttosto gravi all’andamento delle aziende dell’arcipelago, le quali stavano cercando di superare la non facile fase di crisi economica nazionale.

In particolare, Sony ha già annunciato di aver evacuato sei impianti presenti nel Nord-Est del Paese, rimandando a più tardi le valutazioni più attente sull’impatto che il terremoto ha avuto sulle infrastrutture societarie. Nella zona maggiormente colpita dal sisma, Sony produce dischi blu-ray e batterie.

Sulla stessa linea le dichiarazioni di Toyota, il principale produttore di auto del mondo, che ha affermato di aver dato seguito alla chiusura di tre fabbriche, tra cui un impianto recentemente inaugurato per produrre Yaris.

Sempre in ambito automotive, Honda ha invece dichiarato di aver chiuso due impianti, e di aver purtroppo conseguito anche la prima vittima: si tratta di un impiegato di 42 anni, deceduto a causa del crollo di un muro nel centro di ricerca e di sviluppo nella prefettura di Tochigi.

Nissan ha infine chiuso quattro impianti, tra cui le fabbriche di Tochigi e Kanagawa. Due i lavoratori lievemente infortunatisi nel catastrofico evento.

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Ven 11/03/2011 da Roberto Rossi in , ,

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