Titoli di Stato, quali sono i rischi del boom dello spread

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Pericolosamente compreso tra i 500 e i 600 basis points, lo spread continua a far dormire sonni poco tranquilli a tutti gli stakeholders sull’Italia. Partendo dalle recenti vicissitudini politiche, cerchiamo quindi di comprendere quali siano i principali rischi di un incremento incontrollato dello spread, nell’auspicio che il differenziale possa sgonfiarsi nei prossimi giorni.

Come noto, nella giornata di ieri il professor Mario Monti è stato nominato senatore a vita. Agli occhi di analisti nazionali e internazionali, la scelta del Presidente della Repubblica è sembrata l’anticamera per l’assegnazione dell’incarico di formare un governo di larghe intese nelle mani dell’ex commissario UE, che tuttavia si troverà dinanzi uno scenario tutt’altro che agevole.

L’ipotesi di un governo “tecnico” Monti è stata poi confermata dallo stesso premier dimissionario. Silvio Berlusconi ha definito come “ineludibile” la scelta del Presidente della Repubblica, aprendo di fatto le danze agli accordi parlamentari che potrebbero portare a un governo di transizione verso le elezioni, e di gestione della crisi locale.

Gli eventi di cui sopra hanno protato solo qualche beneficio in materia di spread: il differenziale con i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi è infatti sceso a quota 520 punti, e pare aver intrapreso un trend decrescente verso la soglia dei 500 punti.

Ma quali sono i rischi di uno super-spread? I pregiudizi sembrano essere evidenti: spread più elevati sono corrispondenti di norma a rendimenti più elevati degli stessi titoli di Stato e, di conseguenza, a un maggior onere dello Stato in sede di pagamento degli interessi agli investitori.

Se lo spread continuasse a salire, la situazione per il debitore sovrano potrebbe divenire presto insostenibile.

Gio 10/11/2011 da Roberto Rossi in

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