Trattato fiscale europeo: ecco le nuove regole

Pur a piccoli passi, è sempre più vicina l’approvazione delle nuove regole del Trattato europeo che vincolerà i 26 Stati dell’Unione che hanno deciso di aderirvi (tutti tranne la Gran Bretagna). Un’introduzione disciplinare che interesserà i prossimi anni, e che cambierà le regole della finanza europea, nell’auspicio che possa servire di correzione degli squilibri attuali e passati.
Ma quali sono le nuove regole principali? Vediamole insieme:
- Deficit: il testo del Trattato impone agli Stati il pareggio di bilancio. Consentiti solo i deficit temporanei in presenza di congiuntura economica negativa o in circostanze straordinarie, nel rispetto della sostenibilità dei conti di medio periodo. I Paesi meno virtuosi, che finiranno in un contesto di disavanzo eccessivo, subiranno un programma di risanamento obbligatorio che prevederà riforme strutturali, e che sarà monitorato dalle istituzioni europee.
- Debito pubblico: il debito pubblico non dovrà superare il 60% del Pil. Coloro che superano tale soglia (l’Italia ha il 120% del Pil!) dovranno ridurlo di un ventesimo ogni anno. Considerato che la nostra situazione, sotto questo profilo, è estremamente delicata, il premier Monti sta cercando di proporre delle deroghe. Per il momento, il presidente del Consiglio è riuscito a spuntare una proroga di un anno dell’entrata in vigore dei nuovi parametri, ora al 2014 anzichè al 2013.
- Sanzioni: la Commissione Europea può varare sanzioni verso quegli Stati che non rispettano gli impegni di cui sopra. L’unico modo per evitare le sanzioni sarà l’opposizione della maggioranza qualificata degli altri Paesi membri.
- Bond: il Trattato non parla esplicitamente di Eurobond (molto graditi all’Italia), ma apre comunque un minimo margine di trattativa, affermando che i Paesi contraenti dovranno coordinare le emissioni di debito pubblico, comunicandole alla Commissione e al Consiglio UE.
- Crescita: il Trattato include infine una serie di elementi base che dovrebbero permettere ai Paesi membri di lavorare più sinergicamente verso una politica economica di sviluppo e di crescita. Tra le varie azioni, le misure per rafforzare la cooperazione in materie essenziali come il funzionamento dell’Unione Monetaria.
Mer 11/01/2012 da Roberto Rossi in Europa, Eurozona, Unione Europea











