Trimestrali USA: titoli bancari e finanziari attesi al varco

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Utili Societari

Negli States la stagione degli utili sta per iniziare. Analisti ed investitori attendono i dati del secondo trimestre fiscale che, nel complesso, sono attesi mediamente in calo in tutti i settori dell’economia, a partire da quello bancario, finanziario ed assicurativo.

In particolare, Thomson Financial stima che gli utili delle società dell’indice Standard & Poor’s 500 riporteranno nel secondo trimestre un calo medio del 13,5%. Ben 53 delle 500 società inserite nell’S&P rilasceranno i dati di bilancio nel corso della prossima settimana: tra queste, spiccano Merrill Lynch & Co., JPMorgan Chase & Co. e Citigroup Inc.

Le trimestrali dei titoli bancari e finanziari, relativamente al secondo trimestre 2008, saranno pessime, visto che le previsioni parlano di un calo medio degli utili del 69% rispetto allo scorso anno. Scoppiano invece di salute i bilanci dei titoli energetici e petroliferi, i cui dati sono attesi con una crescita media dell’utile del 28%; un dato scontato, visto che quest’anno il prezzo del petrolio al barile è cresciuto del 50%, portandosi venerdì scorso sopra il livello record dei $ 147.

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Skywalker 13 luglio 2008 21:05
Subtract karmaAdd karma

DAccordo su tutto meno che sulle società energetiche…sicuramente gli utili saranno in rialzo,ma non credi che anche loro siano arrivate al capolinea?? prendi Eni per esempio, citro tesstualmente il blog di un colega molto piu’ preparato
“IL Financial Times ieri ha pubblicato questa storia assolutamente devastante su quello che sta facendo Scaroni(DI ENI), firma qualunque cosa russi ed arabi chiedano per mantenere l’apparenza della crescita, ma questi governi hanno loro il coltello dalla parte del manico ed essendo ENI la società petrolifera con meno riserve Scaroni cala completamente le braghe impegnandosi ad investimenti senza ritorno.
Da quando il petrolio è salito sopra 70-80 dollari i governi che siano il Kazakhstan o la Russia o il Venezuela o la Libia o il Qatar stracciano in pratica i contratti con vari pretesti e cambiano le condizioni in corso d’opera alle società petrolifere come ENI e queste non possono dire niente perchè nel campo dell’energia il “free market” è stato abolito negli anni ’80 quando hanno nazionalizzato tutto.
Gli arabi e russi possono comprare immobili, banche e società in occidente, ma nessuno può avere invece investimenti da loro nel settore energia. Questo è un fenomeno che riguarda tutte le maggiori società petrolifere ma Repsol ed ENI sono quelle messe peggio e per ragioni anche politiche sono quelle che stanno firmando contratti che gli analisti dicono non specificano nemmeno quando possono recuperare i costi.” e ti garantisco che il problema non riguarda solo Eni…non c’è limite alla discesa…certo tra un po’ i soldi si troveranno per terra e chi ne avrà comprerà per un tozzo di pane…

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