I prezzi del mercato immobiliare cinese sono diminuiti dello 0,4% durante il mese di dicembre rispetto a quanto conseguito durante lo stesso mese dello scorso anno: si tratta del primo declino del real estate del più grande Paese asiatico, provocato da un brusco rallentamento nella crescita economica, e dalla successiva recessione globale.
Le principali compagnie automobilistiche mondiali guardano con attenzione alla Cina. Il Paese asiatico, infatti, potrebbe costituire un’ottima risorsa in un periodo di recessione internazionale, contribuendo a mantenere la domanda complessiva di autoveicoli su livelli sostenuti. Ford, uno dei più importanti produttori statunitensi, ha per esempio dichiarato che le vendite dei veicoli nel Paese potrebbero rallentare sotto la soglia del 10%.
Non sono ancora stati specificati nel dettaglio, eppure da quanto dichiara la società Pirelli, per quanto riguarda i prossimi impieghi in Cina, è chiaro che si tratterà di investimenti di grande portata, destinati a moltiplicare l’attuale capacità produttiva dell’azienda nel settore dei pneumatici per automobili e trucks.
Pirelli ha infatti comunicato gli ambiziosi piani per raddoppiare l’attuale potenza produttiva nel Paese asiatico, dal quale attualmente fuoriescono circa 5 milioni di pneumatici, in gran parte destinati ad essere utilizzati nelle automobili (solo 650.000 sono invece finalizzati all’uso nei camion).
Secondo quanto dichiarato dalla Banca Centrale della Cina, la crescita economica del Paese sarà destinata a rallentare “moderatamente” durante il 2008, sebbene, si affrettano a ribadire dai vertici dell’istituto centrale del sistema bancario cinese, essa rimarrà su livelli elevati.
L’economia cinese risentirà pertanto del generale rallentamento dell’economia globale, e subirà l’influsso negativo delle calamità naturali degli ultimi mesi e della debolezza della domanda estera.
Dopo le recenti dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale, che avverte India e Cina circa la possibilità che la crisi finanziaria mondiale possa colpire seriamente anche le economie dei due Paesi Emergenti asiatici, una ricerca della Asian Development Bank (Adb) pare confermare quanto preannunciato dal Fmi.