Il 2009 è oramai alle spalle, ed è ovvio tempo di bilanci anche per i mercati azionari del vecchio Continente. Milano può considerarsi certamente soddisfatta, con un incremento che si avvicina al 20%, e dimostra che lo stato di salute di Piazza Affari è sostanzialmente simile a quello delle altre importanti borse eureopee. Irraggiungibili sembrano invece le prestazioni della Borsa di Stoccolma (+ 43%, miglior piazza azionaria d’Europa) e di quella di Amsterdam (+ 36%).
Si è appena concluso il sondaggio di Finanzaeborse.it sul come è stato il 2008 per gli italiani, in particolare in Borsa. Ebbene, in linea con le attese, oltre il 70% dei partecipanti ha affermato con il sondaggio di fine anno di non essere contento del 2008. D’altronde, è stato un anno molto difficile, soprattutto in Borsa, con Piazza Affari che nell’arco di dodici mesi ha dimezzato la propria capitalizzazione.
Renault, una delle più importanti case produttrici automotive della Francia e dell’intera Europa, ha ceduto in breve tempo il 7% durante le negoziazioni alla Borsa di Parigi. Poco prima, Citigroup aveva ridotto il proprio giudizio sui titoli di Renault, consigliando agli investitori di vendere le azioni, in virtù di un poco promettente futuro a breve termine.
Si è appena concluso il mese di ottobre che per molte Borse mondiali ha significato un vero salasso: miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati in pochi giorni, fiducia ai minimi storici e timore della recessione hanno trascinato al ribasso i corsi azionari. Ora molti operatori considerano che il punto di fondo è stato toccato e guardano speranzosi verso le prossime settimane, in particolare dopo le elezioni americane e dopo eventuali nuovi tagli di tassi da parte della Bce.
Molti paesi europei si preparano ad entrare in una fase di recessione la cui durata è strettamente legata ai tempi necessari per la stabilizzazione dei mercati finanziari. A farlo presente è stato Klaus Schmidt-Hebbel, economista dell’Ocse, sottolineando come ci vorrà ancora tempo affinché gli interventi dei Governi e delle banche centrali permettano il ritorno alla normalità per quanto riguarda i prestiti e l’accesso al credito.
Dopo un venerdì da incubo, la piazza azionaria italiana ha inaugurato la settimana di scambi nel segno del rimbalzo tecnico, cavalcando le attese di provvedimenti forti e risoluti per contrastare la crisi finanziaria internazionale da parte dei Governi e delle Autorità monetarie di tutto il mondo.
Se non è servito nemmeno il taglio di mezzo punto percentuale ai tassi di riferimento dell’Eurozona, ci si chiede cosa sarà necessario per invertire la tendenza a Piazza Affari e nelle altre principali Borse europee. Probabilmente, riflette qualche analista, occorre semplicemente assumere posizioni difensive, in attesa che passi la tempesta. Già, ma quando passerà?
Lunedì da dimenticare per le Borse europee, e non solo. A Milano lo SP/Mib perde l’8,24%, facendo registrare il peggior calo da dieci anni a questa parte; male anche Londra, che perde il 7,85%, con l’Ftse100 sotto quota 4.590 punti. In tutto, le Borse del vecchio continente sono riuscite a perdere, in una sola giornata, l’equivalente di oltre 440 miliardi di euro, con il DjStoxx600 che ha perso più del 7%.
Gli “short sellers“, ovverosia i venditori allo scoperto, avranno per un bel po’ vita dura sulle principali Borse internazionali. Da Londra a Wall Street passando per la Svizzera, infatti, i ribassisti dovranno trovare altri sistemi per guadagnare in Borsa.
Il gruppo Adeo, proprietario della catena francese di negozi Leroy Merlin, ha concluso un accordo con la compagnia Kingfisher per acquistare l’unità italiana Castorama al prezzo di 560 milioni di euro in contanti.
Il colosso francese dell’energia EDF ha fatto un passo indietro negando la conclusione del previsto accordo che avrebbe dovuto portare all’acquisto della concorrente British Energy al costo di 12 miliardi di sterline. In questo modo, EDF rischia di far ritardare ulteriormente i piani nucleari britannici.
I profitti del gruppo Lloyd TSB, la più grande banca della Gran Bretagna, hanno registrato una forte contrazione durante il primo semestre dell’anno in corso, conseguendo una diminuzione pari al 63%, ben di più, pertanto, delle aspettative pessimiste degli analisti.
In seguito all’annuncio, come ci si attendeva i titoli azionari di Lloyd hanno subito un brusco calo del 5,3% alla Borsa di Londra.
L’ottava appena trascorsa sul mercato azionario tedesco si è chiusa al rialzo per il colosso europeo dei chip Infineon, ma per i lavoratori dell’azienda il futuro è tutt’altro che roseo. Infineon, che ha chiuso venerdì scorso con un rialzo del 5,28%, punta intatti a tagliare il 10% circa della propria forza lavoro complessiva al fine di contenere i costi.
Secondo quanto dichiarato dal canale televisivo statunitense CNBC, lo Stato USA dove sarebbe più conveniente fare affari per le imprese nazionali e straniere sarebbe il Texas, che guiderebbe la classifica di quest’anno grazie alla forte domanda locale e alla nutrita presenza di materie prime.