Il colosso bancario Intesa Sanpaolo ha scelto il gruppo Banca Popolare di Milano per trattare in via esclusiva la cessione dell’intera quota di capitale di IntesaTrade, società operante nel comparto del trading online. A darne notizia è stata la stessa Popolare di Milano, precisando che le trattative avviate in esclusiva dall’istituto con Intesa Sanpaolo rientrano nell’ambito del piano di sviluppo dell’offerta online della società di internet banking Webank.
La Consob, Commissione Nazionale per le Società e la Borsa ha reso noto, in data 30 dicembre 2008, d’aver prorogato il divieto in Borsa delle vendite allo scoperto apportando però delle modifiche; la proroga e le modifiche apportate rimarranno in vigore fino al prossimo 31 gennaio 2009.
Il CdA di Omnia Network S.p.A., riunitosi nella giornata di martedì scorso, ha conferito all’Amministrazione Delegato della società pieni poteri per avviare le procedure di passaggio del segmento di negoziazione dei titoli in Borsa, richiedendo in particolare a Borsa Italiana S.p.A. il passaggio dal segmento “STAR” al Mercato Telematico Azionario (MTA).
L’ultima seduta della settimana si è chiusa in calo per gli indici di Piazza Affari, ma non sono mancati i titoli, ed in particolare, le blue chips, che si sono mossi in netta controtendenza. Molto bene, infatti, si sono comportati titoli come Autogrill, Monte dei Paschi di Siena, Alleanza e, soprattutto, Prysmian, protagonista di una settimana di scambi condotta tutta in forte rialzo.
E’ Twice Sim il “Liquidity Provider” delle azioni Caleffi S.p.A. A darne notizia è la società operante nel comparto degli articoli di “Home Fashion”, sottolineando come la sottoscrizione del contratto, avente la durata di un anno, sia finalizzata a migliorare la liquidità delle azioni Caleffi sul mercato Expandi.
Dopo tante settimane di passione, Piazza Affari ha archiviato l’ottava inviando segnali incoraggianti per il futuro. Il taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, unitamente a quello della banca centrale giapponese, sembra aver riportato nel Vecchio Continente, e di riflesso a Piazza Affari, uno sprazzo di ottimismo.
Quella che si è appena chiusa è stata un’altra settimana di passione per Piazza Affari. I listini hanno infatti archiviato l’ottava di scambi con ribassi dell’ordine dei cinque punti percentuali a causa soprattutto, dell’ennesimo tracollo dei titoli bancari con in testa Intesa Sanpaolo e Unicredit.
Il crollo del prezzo del petrolio, unitamente alla crisi finanziaria internazionale, hanno messo al tappeto la Borsa russa, ed in particolare i due principali indici azionari, il MICEX e l’RTS, che nella giornata di ieri hanno vissuto un’altra sessione all’insegna del panico. Le contrattazioni, a causa del crollo verticale di tutti i titoli guida, sono state ben presto sospese e rimarranno tali almeno fino a venerdì.
La CONSOB, Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, in virtù dell’attuale situazione sui mercati finanziari internazionali, ha ufficialmente richiamato gli operatori con una nota al massimo rispetto delle regole riguardo alle vendite allo scoperto. Nello specifico, sarà rafforzata l’attività di vigilanza della CONSOB in collaborazione con i gestori e con l’ausilio ed il monitoraggio dei sistemi di liquidazione e compensazione.
Gli “short sellers“, ovverosia i venditori allo scoperto, avranno per un bel po’ vita dura sulle principali Borse internazionali. Da Londra a Wall Street passando per la Svizzera, infatti, i ribassisti dovranno trovare altri sistemi per guadagnare in Borsa.
A partire da oggi, martedì 2 settembre 2008, Ascopiave, uno dei principali operatori nel gas naturale in ambito nazionale, ha annunciato d’aver incrementato il numero massimo di azioni proprie acquistabili in ciascun giorno di borsa nell’ambito piano di buyback autorizzato dall’assemblea dei soci della società il 25 giugno del 2007.
Negli States la stagione degli utili sta per iniziare. Analisti ed investitori attendono i dati del secondo trimestre fiscale che, nel complesso, sono attesi mediamente in calo in tutti i settori dell’economia, a partire da quello bancario, finanziario ed assicurativo.
(14 Maggio) Gli indici si sono fermati non lontano dalla pari con guadagni solo per il comparto tecnologico. Il nuovo record del petrolio riaccende i timori per l’inflazione e fa andare cauti gli operatori. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.35% a 12831, l’S&P500 lo 0.04% a 1403, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.27% a 2495.
(7 Maggio) Gli indici di Wall Street archiviano un rialzo alla conclusione degli scambi dopo un’apertura oscillante, ma sempre tendente al segno meno. Trimestrali deludenti ed ennesimo balzo del greggio movimentano i listini. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.40% a 13020, l’S&P500 lo 0.77% a 1418, il Nasdaq e’ salito dello 0.78% a 2483.