Le vendite dei dettaglianti statunitensi sono cresciute, ad agosto, toccando un ritmo di sviluppo mai osservato durante gli ultimi tre anni. A generare particolare beneficio nei ricavi sarebbe stato soprattutto il sorprendente andamento del mercato automotive, spinto a sua volta al rialzo dagli effetti del piano di incentivi governativi.
Alan Greenspan ha dichiarato qualche giorno fa che l’economia statunitense si sta preparando a chiudere il 2009 con due trimestri di crescita economica che potrebbero portare a un fine anno meno negativo di quanto previsto. Il secondo semestre 2009 dovrebbe pertanto condurre un pò di soddisfazioni in America, sebbene le preoccupazioni non siano certamente scomparse.
L’Università del Michigan sostiene che la fiducia dei consumatori statunitensi sarebbe cresciuta durante l’attuale mese di giugno, dando pertanto il via a una serie di considerazioni sulla probabile fine della fase più acuta della recessione. I prezzi delle merci importate, intanto, subiscono un nuovo incremento, a causa dell’aumento dei costi dei carburanti.
Secondo quanto sostiene un report governativo, il tasso di disoccupazione sarebbe calato in 21 Stati durante il mese di aprile; in altri 11 non si sarebbe registrata alcuna variazione significativa in entrambi i sensi, mentre in 18 Stati (e a Washington D.C.) il tasso di disoccupazione sarebbe cresciuto ancora.
Secondo un recentissimo studio condotto dalla NABE (National Association of Business Economists), la recessione statunitense sarebbe oramai prossima a una rapida fine. Ciò tuttavia non equivale a un ritorno alla “normalità”: secondo l’analisi infatti, i prezzi delle case continueranno a calare ancora per diversi mesi, mentre la disoccupazione dovrebbe proseguire nella sua corsa al rialzo.
L’economista Premio Nobel Paul Krugman ha recentemente dichiarato che la “caduta libera” dell’economia globale sarebbe oramai giunta alla fine, e che pertanto vi sarebbe lo spazio - già nel breve periodo - per la comparsa di alcuni segnali di risalita più chiari di quelli manifestatisti nel corso delle ultime settimane.
Dopo le stime provvisorie fornite negli scorsi giorni, è ora ufficiale il dato relativo all’occupazione statunitense nel mese di marzo. Secondo quanto sostengono le fonti statistiche, infatti, nello scorso mese l’America ha visto scomparire ben 663.000 posti di lavoro, bruciati a causa dell’inasprimento della crisi economica che sta colpendo in maniera piuttosto intensa soprattutto il territorio statunitense.
La spesa dei consumatori americani sta rallentando visibilmente, complice la crisi finanziaria ed economica che sta riducendo la domanda di prodotti e servizi a livello locale e internazionale. La spesa ha infatti subito una frenata durante il mese di febbraio, con analisi previsionali sul futuro a breve termine che confermano un prolungamento del trend anche nel corso dei prossimi mesi.
Secondo la ricerca Consumer Shopping Intentions Study, condotta da Cavallino LLC, circa i due terzi degli adulti americani hanno in mente di spendere meno durante il 2009 rispetto a quanto fecero durante il corso dello scorso anno. Ma a tenere duro, nonostante la crisi, sono i più giovani: stando alla stessa analisi, infatti, il 58% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni hanno intenzione di spendere esattamente lo stesso o, addirittura, di incrementare il proprio livello di consumo.
I profitti di McDonald’s, la più importante catena di fast food al mondo, sono calati durante il quarto trimestre dell’anno. Il risultato al 31 dicembre è infatti stato quello di un decremento del 23%, imputabile principalmente agli sfavorevoli effetti che il cambio valutario nei confronti del dollaro hanno riguardato le vendite a livello internazionale, riducendo pertanto gli impatti positivi della crescita sui mercati esteri.
General Motors ha dichiarato alla stampa che non vi sarebbe abbastanza liquidità per concludere il primo trimestre dell’anno. Il chief operating officer Fritz Henderson ha inoltre comunicato all’Automotive News World Congress di Detroit che la propria società necessità in maniera urgente di denaro per pagare gli attuali debiti.
Secondo un’analisi condotta dallo stesso governo statunitense, il costo della vita nel Paese nordamericano sarebbe sceso per la prima volta in oltre mezzo secolo: i prezzi al consumo avrebbero infatti conosciuto un declino dello 0,9% durante il mese di dicembre, in un clima di recessione e di forte contrazione dei consumi privati.
Negli USA anche la grande distribuzione organizzata può contribuire a svolgere una funzione sociale aiutando le famiglie negli acquisti con il conseguente rilancio dei consumi e dell’economia. Ad affermarlo è stato Lee Scott, attuale CEO del colosso Wal-Mart Stores, sottolineando come non ci sia conflitto tra la creazione di profitti e di valore per gli azionisti, ed il senso di responsabilità nei confronti della società che ci circonda.