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Eurobond, Josè Barroso annuncia un nuovo modello di governance economica

José Manuel Barroso, President of the EC

Nella giornata di domani la Commissione Europea presenterà alcune misure che potrebbero veramente condurre l’eurozona a giungere al possesso di un nuovo modello di governance economica. Vediamo cosa conterrà il progetto presentato domani dalla Commissione Europea, e quali potrebbero essere i successivi step per l’introduzione delle attese riforme di stabilità.

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Crisi euro, ecco chi salverà la moneta unica

crisi euro germanizzazione

La domanda che da settimane angoscia le menti degli osservatori finanziari è: chi salverà l’euro? E, soprattutto, a che costo verrà raggiunto il salvataggio della moneta unica europea? Cerchiamo di comprendere quali possano essere le principali soluzioni che nel corso dei prossimi mesi potrebbero trovare concreta applicazione, risollevando il vecchio Continente dalle difficoltà attuali.

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Crisi economica, Francia e Germania smentiscono le ipotesi di divisione dell’Eurozona

divisione eurozona negata

Negli ultimi giorni, a condire ulteriormente il piatto freddo della crisi internazionale e, in particolar modo, della zona Euro, erano arrivate voci piuttosto preoccupanti circa la possibilità di licenziare una sorta di “eurozona ristretta“, guidata dalle nazioni più forti (Francia e Germania), di cui avrebbero fatto parte solo i Paesi membri in grado di garantire i requisiti minimi di solvibilità e di stabilità.

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Crisi, si discute sul maxi fondo da 1.000 miliardi

IMF Greece Financial Crisis

Tra le più profonde iniziative anti-crisi, c’è sicuramente la previsione del maxi-fondo da 1.000 miliardi di euro che i G20 e il Fondo Monetario Internazionale stanno cercando di mettere a punto per assicurare la liquidità necessaria al fine di contrastare le ristrettezze che i Paesi potrebbero affrontare nel corso dei prossimi mesi.

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Crisi Grecia: l’haircut non serve, il Paese è in default

crisi grecia paese default

L’haircut sul debito sovrano greco (ovvero, la svalutazione del debito nazionale nella misura del 50%), non serve a niente. O quasi. A dirlo è Fitch, una delle tre principali agenzie di rating al mondo, secondo cui anche dopo il netto dimezzamento del valore nominale del debito, Atene rimarrà comunque eccessivamente indebitata. La crisi della Grecia è pertanto ben più profonda dell’evidente.

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Crisi Europa, anche il Giappone aiuta l’euro

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Tra i principali supporter del fondo Salva Stati, il cui obiettivo dovrebbe essere la risoluzione della crisi Europa, vi è anche il Giappone. Il Paese asiatico ha già investito oltre 2,6 miliardi di euro nelle prime tre emissioni del Fondo (per una partecipazione pari al 20% del totale) e potrebbe presto accompagnare lo stesso strumento in maniera più importante se dovesse rendersi necessario tale sostegno.

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Crisi euro, salvare le banche costa 200 miliardi

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La crisi euro costerà 200 miliardi, e solo per salvare le banche del vecchio Continente. Ad affermarlo è una nuova stima dell’Europea banking association (Eba), che sta lavorando attualmente a un nuovo modello di calcolo dell’impatto sugli istituti di credito, di una potenziale serie di default dei titoli di Stato. Il risultato è, per il momento, impietoso: tra ricapitalizzazioni coordinate e vari supporti, servono diverse centinaia di miliardi di euro.

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Fondo Salva Stati, breve guida allo strumento anti-crisi

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Negli scorsi giorni abbiamo parlato in più occasioni del Fondo Salva Stati. Cerchiamo quindi di spiegare chiaramente cosa sia questo particolare strumento anti-crisi, anche alla luce delle recenti decisioni tedesche, in merito a un suo “rinvigorimento” nella funzione di supporto ai Paesi maggiormente in difficoltà. Una breve guida a questa importante leva che potrebbe consentire la costituzione di adeguate scialuppe di salvataggio in caso di totale naufragio della nave europea.

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Fondo Salva Stati, come è arrivato l’ok di Germania e Finlandia

fondo salva stati

Germania e Finlandia hanno approvato il conferimento di nuovi poteri e nuove risorse del fondo europeo salva Stati, l’Efsf. Due approvazioni, da parte dei rispettivi Parlamenti, che sono giunte in maniera più semplice del previsto, con un voto che – per quanto concerne Berlino – è stato quasi compatto tra maggioranza e opposizione, indicando una chiara rotta che la Germania vuole intraprendere nel perseguimento di una strada comune di uscita dalla fase più nera dell’attuale crisi economico finanziaria.

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Crisi economica, altre manovre greche per recuperare fondi

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La crisi economica della Grecia tiene sotto pressione gli indici borsistici di mezzo mondo, vecchio Continente – ovviamente – in primis. Per cercare di risollevare la propria precaria situazione (per usare un eufemismo di massima), il governo greco sta licenziando una nuova serie di misure supplementari che dovrebbero permettere al Paese di recuperare oltre due miliardi e mezzo di euro nel breve termine. Ma l’impressione è che si tratti di briciole, rispetto al necessario.

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Crisi euro, la Svizzera si protegge con il cambio fisso

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La Banca Centrale Svizzera, al fine di contrastare gli effetti negativi dell’attuale crisi euro, ha deliberato la fissazione del cambio tra la valuta unica europea e il franco svizzero a una quota minima di 1,20 euro. L’istituzione monetaria elvetica vuole infatti fare il possibile per proteggersi dal pericolo deflazione, e per tale motivo ha annunciato di aver stabilito il cambio fisso, in una decisione certamente non comune. La Banca Centrale Europea si è invece limitata a prendere atto della scelta.

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Banca Centrale Europea: il suo sostegno non è scontato

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Proprio ieri avevamo posto l’attenzione sui potenziali comportamenti della Banca Centrale Europea che, al fine di contenere lo spread tra i titoli di Stato italiani e spagnoli, e quelli di riferimento della Germania, era più volte intervenuta nei mercati secondari (e quindi non in sede di asta) per acquistare Btp e Bonos. Un comportamento non certo dovuto, quello della Banca Centrale Europea, ma che ha permesso ai titoli di Stato italiani di poter reggere ancora il confronto su scala internazionale. Ma in futuro?

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Crisi economica, la BCE continuerà ad assicurare il sostegno ai bond?

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La Banca Centrale Europea, negli scorsi giorni, era stata piuttosto chiara: l’istituzione monetaria non può sostituirsi ai singoli governi nazionali. In altri termini, anche in preda alla piena crisi economica, l’Italia dovrà trovare da sè le proprie forze per tirarsi fuori dalla difficile situazione nella quale si è venuta a trovare, senza dover necessariamente contare sul continuo supporto della stessa Banca Centrale Europea, in particolar modo per quanto concerne i continui acquisti di bond nazionali.

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Cosa sono gli Eurobond e come funzionano

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In queste ultime settimane si è parlato molto di cosa sono gli Eurobond e di quale sarebbe il loro funzionamento. Cerchiamo oggi di fare chiarezza su questo argomento piuttosto complesso, stabilendo cosa potrebbero diventare gli Eurobond, chi li vuole e chi non li vuole, le ragioni dei contrasti in merito a queste obbligazioni continentali, e le possibilità o meno di una loro implementazione nel panorama europeo nel breve termine.

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Crisi Grecia, le agenzie di rating non credono al salvataggio: ecco cosa accadrà

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Il “Piano Marshall” approvato per salvare l’euro ha ridotto le conseguenze negative durante l’odierna seduta di Borsa e quelle precedenti. Tuttavia non tutti credono che tale programma di medio termine possa risolvere efficacemente la crisi della Grecia e, anzi, secondo alcuni, si tratta esclusivamente di un modo per posticipare il default del Paese e quindi le conseguenze negative che saranno ribaltate sui creditori privati, che soffriranno le perdite a causa dell’effettiva e sostanziale insolvenza ellenica.

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