La Bank of Japan, per il tramite di uno dei membri dell’organo più rappresentativo - Hidetoshi Kamezaki, ha dichiarato che l’economia del Paese asiatico non è più in “caduta libera”, e che pertanto è possibile auspicare un pronto recupero di quelle determinanti fondamentali per sostenere una crescita nei prossimi anni.
Toshiba ha annunciato di aver conseguito una perdita operativa più contenuta rispetto a quella che la stessa compagnia aveva stimato in precedenza. Il risultato dei ricavi di vendita, detratti i costi amministrativi e operativi, è infatti stato pari a 250 miliardi di yen (circa 2,5 miliardi di dollari) per l’anno fiscale concluso il 31 marzo, pari all’11% in meno rispetto alla previsione di 280 miliardi di yen di perdita, frutto di una proiezione di poche settimane fa.
I prezzi al consumo in Giappone sono rimasti stabili durante il mese di febbraio, con un passo indietro mai così rilevante negli ultimi sette anni. I prezzi (escludendo quelli relativi agli alimentari) non hanno infatti subito mutazioni durante febbraio; a questo è corrisposto un forte calo delle vendite, pari al 5,8% su base annua, ben oltre il 3% previsti dal Ministero del Commercio del Paese asiatico.
Secondo la stampa giapponese Pioneer taglierà circa 10.000 posti di lavoro all’interno delle proprie strutture, dando l’addio ai propri business sulle operazioni legate al segmento dei televisori. Le nuove mosse della compagnia sembrano direttamente collegate ai brutti risultati ottenuti durante l’ultimo anno, con una perdita che ammonterà a circa 130 miliardi di yen (pari a 1,45 miliardi di dollari) alla fine del periodo fiscale.
Toyota, da non troppo tempo elevatasi a società più grande al mondo nel proprio settore, ha annunciato che le perdite attese per quest anno potrebbero essere in realtà ben più ampie di quanto precedentemente stimato, e che potenzialmente potrebbero giungere addirittura a triplicare la previsione vigente, a causa di uno scenario particolarmente negativo dettato dal livello di vendita di auto negli Stati Uniti, e dall’evoluzione dei rapporti valutari dello yen.
Hitachi ha ceduto il 17% del proprio valore di capitalizzazione alla Borsa di Tokyo, realizzando una performance che ha condotto le azioni della società a un valore minimo storico: era infatti quasi un trentennio che i titoli Hitachi non subivano un così vistoso passo indietro, generato principalmente da un allarme sull’andamento del risultato economico annuale societario.
Bridgestone, una delle principali compagnie al mondo nella produzione di pneumatici, ha annunciato che gli utili per il 2008 si sono drasticamente ridotti. Tale riduzione, ha evidenziato la compagnia, si traduce in un crollo del 94% rispetto a quanto realizzato durante il 2007, a causa di un basso livello della domanda da privati e industrie.
Nuova revisione delle stime per Mitsubishi, la compagnia giapponese che dovrà rivedere al ribasso le proprie previsioni sugli utili dell’anno fiscale che vedrà la conclusione il 31 marzo 2009. La recessione porterà infatti un nuovo calo nella domanda, e il rischio di un ulteriore rafforzamento dello yen dovrebbe creare un pò di sofferenza per i profitti aziendali.
Il più grosso produttore di pneumatici al mondo, Bridgestone, ha annunciato di aver ridotto le proprie previsioni sugli utili annuali dell’82%, indicando ancora una volta la recessione sui mercati internazionali, il crollo della domanda e il rafforzamento dello yen come determinanti nell’adozione delle nuove stime sui bilanci aziendali.
La produzione automotive giapponese - secondo quanto dichiara la Japan Automobile Tyre Manufacturers Association - è destinata a diminuire del 9% durante il 2009, portando il numero di veicoli collocati sul mercato attorno alle 10,7 milioni di unità: colpa, ancora una volta, della crisi internazionale che ha ridotto fortemente il livello della domanda.
La Banca centrale giapponese ha annunciato una nuova riduzione dei tassi di interesse quale misura per fronteggiare la crisi economica e finanziaria; nel dettaglio, la riduzione dei tassi è stata di 20 punti base, dallo 0,30% allo 0,10%. La decisione non è stata comunque presa all’unanimità, visto che una nota della BOJ recita che ci sono stati sette voti favorevoli al taglio contro un voto contrario.
La crisi finanziaria internazionale si sta trasformando in una crisi economica per i principali paesi industrializzati. Dopo la Germania, l’Irlanda e l’Italia nell’area euro, anche il Giappone è ufficialmente entrato in una pericolosa fase di recessione tecnica. Dopo il calo del secondo trimestre, infatti, anche nel terzo trimestre del 2008 la crescita del Giappone si è attestata sotto lo zero (-0,4%).
Nissan ha annunciato che taglierà circa 2.500 posti di lavoro tra le sue fila, e 1.000 risorse umane tra i dipendenti a tempo determinato in Giappone. La società ha precisato che tale mossa si è resa necessaria per rispettare la nuova strategia aziendale, che prevede una riduzione della produzione nei principali mercati mondiali di circa 200.000 unità.
Toshiba ha annunciato perdite per 38,5 miliardi di yen (pari a poco meno di 400 milioni di dollari) durante il semestre concluso il 30 settembre: un risultato negativo, ma migliore delle aspettative, grazie al decisivo apporto fornito dall’andamento della contribuzione del segmento dei personal computer della compagnia.