Il costo della vita negli Stati Uniti cresce ad ottobre oltre le stime degli analisti. Il Dipartimento del Lavoro ha infatti dichiarato che durante il decimo mese del 2009 i prezzi al consumo hanno subito una variazione positiva dello 0,3%, dopo un incremento pari allo 0,2% registrato nell’arco del mese di settembre. Escludendo i prodotti alimentari e i costi derivanti dall’utilizzo energetico, l’indice dei perzzi al consumo ha invece subito una variazione dello 0,2%.
Stando a quanto sostenuto dall’Istituto di Statistica dell’Unione Europea, con sede in Lussemburgo, le vendite al dettaglio europee si sarebbero contratte ancora, per il 15mo mese consecutivo, anche durante agosto 2009. A penalizzare fortemente il trend dei ricavi sarebbe stato infatti il peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro, con una disoccupazione crescente che ha ridotto la domanda dei consumatori privati.
Il tasso di disoccupazione non accenna ad arrestare la propria crescita all’interno dei confini statunitensi. Stando agli ultimi dati diffusi, infatti, la disoccupazione nelle grandi città del Paese starebbe galoppando con un ritmo impressionante. A dirlo è il Dipartimento del Lavoro, secondo cui in ben sedici aree metropolitane della nazione il tasso avrebbe superato il 15%.
L’Istituto Nazionale di Statistica di Wllington fornisce notizie incoraggianti sullo stato di salute dell’economia neozelandese. Stando a quanto riferito in un recentissimo report, infatti, il Paese sarebbe finalmente uscito dalla sua peggior recessione negli ultimi trent’anni, espandendo la produzione interna lorda per la prima volta negli scorsi sei trimestri grazie a un’impennata nelle esportazioni e nei consumi domestici.
Secondo quanto rivela un report recentemente diramato dal governo, l’economia russa tornerà alla crescita solamente nel 2010. L’anno in corso, invece, si chiuderà con la peggiore contrazione del Prodotto Interno Lordo degli ultimi dieci anni: la flessione della produzione sarà infatti dell’8,5%, contro un’espansione dell’1,6% per il prossimo anno, del 3% nel 2011 e del 4,3% nel 2012. L’intera analisi è attualmente disponibile sul sito web dell’amministrazione governativa.
Il governo statunitense ha annunciato che durante il mese di agosto il Paese americano avrebbe perso altri 216.000 posti di lavoro, portando il numero delle persone prive di un’occupazione da almeno sei mesi a quota 5 milioni di unità. Quanto riportato dall’analisi dell’amministrazione statunitense si rivela in linea con quanto previsto dalla maggioranza degli economisti.
Sono stati pubblicati i dati ufficiali relativi all’andamento delle vendite al dettaglio nell’arcipelago nipponico nel mese di luglio. Stando a quanto riferito dal Ministro del Commercio giapponese, i ricavi derivanti dalle vendite al dettaglio si sono contratti di un ulteriore 2,5% rispetto a quanto conseguito durante lo stesso mese dello scorso anno.
Alan Greenspan ha dichiarato qualche giorno fa che l’economia statunitense si sta preparando a chiudere il 2009 con due trimestri di crescita economica che potrebbero portare a un fine anno meno negativo di quanto previsto. Il secondo semestre 2009 dovrebbe pertanto condurre un pò di soddisfazioni in America, sebbene le preoccupazioni non siano certamente scomparse.
I nuovi dati diffusi dal servizio di Statistica dell’Unione Europea dimostrano che il calo della produzione interna lorda dell’euro-regione è prossimo ad arrestarsi e che pertanto si può guardare con maggior ottimismo al prossimo futuro dell’economia del Vecchio Continente, forse in procinto di ripartire grazie alla spinta di Francia e Germania.
Le vendite al dettaglio in Germania, la principale economia europea, hanno subito un inaspettato calo durante il mese di giugno, per il secondo periodo consecutivo nel 2009. A penalizzare l’andamento delle vendite è stato principalmente l’incremento della disoccupazione. Le vendite si sono così contratte dell’1,8% a giugno rispetto al mese di maggio, quando - a loro volta - subirono una flessione dell’1,3% nei confronti del mese precedente.
L’Istituto Centrale di Statistica di Pechino ha annunciato che il prodotto interno lordo cinese è cresciuto del 7,9% durante il secondo trimestre dell’anno. Un risultato che ha fatto diventare il gigante asiatico la prima tra le principali economie del mondo ad ottenere un significativo rimbalzo rispetto al trend che ha caratterizzato l’intera fase recessiva. Ma sarà troppo presto per parlare di una ripresa duratura?
La Bank of Japan, per il tramite di uno dei membri dell’organo più rappresentativo - Hidetoshi Kamezaki, ha dichiarato che l’economia del Paese asiatico non è più in “caduta libera”, e che pertanto è possibile auspicare un pronto recupero di quelle determinanti fondamentali per sostenere una crescita nei prossimi anni.
Tornano a crescere le prospettive di sviluppo dell’economia cinese. Stando a quanto rivela una recente analisi condotta su un gruppo di economisti contattati da Bloomberg, infatti, la terza economia più importante del mondo dovrebbe crescere del 7,5% durante il 2009, contro il 7,1% stimato durante il mese di febbraio.