Il 2010 è vicino, e le principali società di analisi sulle commodities stanno già avanzando alcune ipotesi sui prezzi delle materie prime e delle fonti energetiche per i prossimi mesi. Stando a quanto sostiene una recentissima osservazione condotta da Morgan Stanley, il prezzo medio di un barile di petrolio si aggirerà intorno agli 85 dollari, con un rialzo di oltre il 30% rispetto alla precedente stima, pari a 65 dollari.
Le importazioni di petrolio in Giappone crollano durante il mese di gennaio: i dati definitivi ci comunicano infatti che le richieste di oro nero sono diminuite per il terzo mese consecutivo, chiaro segnale di una minore domanda da parte del settore industriale e da parte dei consumatori privati. La diminuzione su base annua sarebbe pari a poco più dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Royal Dutch Shell, una delle compagnie petrolifere più importanti d’Europa e del mondo, ha chiuso il quarto trimestre del 2008 con la sua prima perdita di periodo in quasi dieci anni, a causa del forte ribasso nei prezzi del greggio. L’attuale livello del prezzo dell’oro nero ha infatti ridotto sensibilmente i profitti derivanti dalle proprie attività esplorative e produttive.
Il colosso energetico italiano Enel ha annunciato l’entrata in funzione nella Regione Molise, di due impianti eolici che da un lato permetteranno di evitare emissioni in atmosfera di anidride carbonica pari a ben 78 mila tonnellate, e dall’altro di produrre energia in grado di soddisfare il fabbisogno annuo di quasi 40 mila famiglie.
L’inflazione europea diminuisce ancora, giungendo al livello minimo da due anni a questa parte durante il mese di dicembre. A contribuire alla nuova flessione della variazione dei prezzi, sono stati i rallentamenti nella spesa dei consumatori privati e la diminuzione del prezzo di alcune materie prime, con in testa il costo del petrolio.
Il colosso energetico ENI ha reso noto d’essersi aggiudicata ben sei nuove licenze esplorative in Gabon che presentano un potenziale elevato ed un’estensione complessiva per le attività di esplorazione pari a 8 mila chilometri quadrati.
Per la prima volta in quasi due anni, la Cina ha deciso di ridurre i prezzi dei carburanti per il mercato domestico. Il taglio proposto da Pechino è stato del 14% per quanto riguarda il gasolio, e del 18% per quanto invece concerne il diesel, oltre a una forte riduzione (pari a oltre un terzo) nel prezzo dei carburanti per gli aerei.
Goldman Sachs ha ridotto le proprie previsioni sui prezzi del petrolio nel primo trimestre del prossimo anno. Secondo l’istituto, infatti, il prezzo del greggio potrebbe addirittura toccare i 30 dollari al barile, nonostante le riduzioni nella produzione già preannunciate dall’OPEC. Tale nuova stima costituisce un dimezzamento della previsione precedente.
Il colosso energetico ENI ha reso noto d’essersi aggiudicato un’importante licenza di esplorazione in Algeria a seguito di una gara promossa a livello internazionale dall’ALNAFT, l’Agenzia Nazionale per la Valorizzazione degli Idrocarburi.
Anticipazioni, indiscrezioni, rumor e annunci sulla attesissima riunione dell’OPEC (l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) per il 17 oramai non si contano più. Di ufficiale, tuttavia, c’è l’ultima dichiarazione del Presidente del Gruppo, Chakib Khelil, che auspica una riduzione dell’offerta qualora il prezzo del greggio dovesse rimanere sotto i 60 dollari al barile.
Il colosso energetico Eni ha reso noto d’essersi aggiudicato due licenze nel Mare del Nord britannico nell’ambito di un piano di espansione datato nel Regno Unito dal lontano 1964. Nel dettaglio, le due licenze sono state acquisite da ENI nell’ambito del 25-esimo ‘Oil and Gas Licensing Round’ organizzato dal Dipartimento dell’Energia e dei Cambiamenti Climatici del Regno Unito.
Le quotazioni del petrolio hanno fatto registrare nella settimana appena conclusasi uno dei ribassi più ampi degli ultimi 20 anni; l’inasprimento della recessione economica, unitamente alle recenti decisioni dell’OPEC hanno contribuito a far sprofondare le quotazioni di circa 25 punti percentuali nell’arco di una settimana.
Il Governo della Libia ha espresso una manifestazione di interesse ad entrare nel capitale sociale del colosso energetico italiano ENI. A darne notizia con un comunicato ufficiale è il Governo Italiano nel precisare che il Governo libico, in accordo con la normativa italiana, provvederà ad informare la comunità finanziaria sulle partecipazioni che andrà ad acquisire nella società del cane a sei zampe.