Gli ultimi dubbi sulle prossime mosse dell’OPEC, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, stanno svanendo nelle ultime ore. Il segretario generale del gruppo, Abdalla el-Badri, ha infatti annunciato che l’organizzazione ridurrà ulteriormente il livello produttivo del greggio con una decisione che verrà presa durante il prossimo meeting a Oran, in Algeria, il 17 del mese.
Quella che si è appena chiusa è stata un’altra settimana di passione per Piazza Affari. I listini hanno infatti archiviato l’ottava di scambi con ribassi dell’ordine dei cinque punti percentuali a causa soprattutto, dell’ennesimo tracollo dei titoli bancari con in testa Intesa Sanpaolo e Unicredit.
L’esposizione alla valuta statunitense e la crisi dei consumi hanno profondamente inciso sui condi del gruppo che dall’inizio di quest’anno ha ceduto il 40% del suo valore in Borsa. Nonostante la situazione poco propizia la società conferma i target per il 2008 e alcuni analisti promuovono i piani strategici per riportare i conti in utile.
Dall’inizio dell’anno una società su due ha ritenuto non conveniente approdare in Borsa tant’è che il calo delle quotazioni registrato dall’inizio del 2008, a livello mondiale, è il più consistente degli ultimi 6 anni. La situazione congiunturale che ha penalizzato il mercato azionario è particolarmente complessa e sono pochi gli analisti dell’idea che la fine della crisi possa essere a breve termine.
Exxon Mobil Corp ha conseguito un risultato trimestrale decisamente deludente. I primi tre mesi del 2008 si sono infatti conclusi con un profitto pari a 10,89 miliardi di dollari, che lascia scontenti i propri investitori, i quali guardano di cattivo occhio i bassi livelli produttivi e i margini in diminuzione.
Gli utili sono cresciuti del 17% su base annua, una crescita decisa ma inferiore alle stime di Wall Street. Il risultato è stato che il titolo di Exxon è stato accolto negativamente durante le negoziazioni, con una perdita del 3,6% a fine giornata.
BMW, il produttore di macchine di lusso più importante al mondo, durante il primo trimestre del 2008 ha risentito pesantemente degli effetti negativi generati dal rallentamento dell’economia statunitense.
Il colosso del credito Bank of America ha chiuso il primo trimestre 2008 dichiarando un forte calo nei ricavi e negli utili trimestrali. A Wall Street, dove non ci si attendeva un decremento così sostanzioso nei dati di bilancio della banca, le azioni di Bank of America hanno chiuso con un deciso segno negativo.
I primi utili trimestrali del 2008 di Bank of America sono infatti calati del 77%, scendendo a quota 1,21 miliardi di dollari a causa, soprattutto delle ingenti perdite nell’investment banking. I ricavi sono invece scesi del 6,3%, alla quota di 17 miliardi di dollari.
Agli inizi dello scorso mese di febbraio le azioni Tiscali passavano di mano a 1,30 euro; le vendite erano martellanti, sia a causa della bufera abbatutasi sulle Borse per effetto della crisi dei mutui subprime, sia per effetto di un aumento di capitale conclusosi comunque con successo.
Considerato come uno dei manager europei più brillanti degli ultimi anni, l’attuale amministratore delegato di Fiat Marchionne ha annunciato l’intenzione di voler rimanere all’interno dei vertici della compagnia automobilistica torinese con l’attuale ruolo fino al 2012.
L’intervista ha avuto un effetto particolarmente benefico sull’andamento del titolo azionario sulla Borsa di Milano, visto e considerato che a poche ore dall’intervista del manager al quotidiano La Repubblica, l’azione Fiat ha guadagnato oltre il 2,30% a Piazza Affari infrangendo la soglia di 15 euro.
Oltre ad essere uno dei manager più capaci d’Italia, Marchionne è anche uno dei più pagati: con 6,9 milioni di euro guadagnati nel 2007, non poteva che essere altrimenti.