Quella appena trascorsa non è stata di certo una delle settimane migliori per la piazza azionaria milanese. L’andamento altalenante di Wall Street, che ha fatto registrare venerdì scorso un rally solo quando le piazze azionarie europee avevano già archiviato gli scambi, unitamente alla crisi del settore auto e del colosso finanziario statunitense Citigroup, ha contribuito ad affossare ancora una volta gli indici di Piazza Affari con un -2,43% per l’S&PMib ed un pesante -3,04% per il Mibtel.
Tra i provvedimenti su cui sta lavorando l’Unione Europea per riscrivere le regole della finanza internazionale c’è quello relativo all’operato delle Agenzie di Rating. La crisi finanziaria impone infatti regole certe nella definizione dei giudizi e delle valutazioni delle società quotate al fine di ridare ai mercati quella fiducia persa a seguito di fallimenti clamorosi come quello della Lehman Brothers.
Il CdA del Gruppo IWBank ha esaminato ed approvato i dati relativi ai primi nove mesi del 2008, caratterizzati, nonostante la congiuntura di mercato sfavorevole, da un crescita robusta dei clienti operativi (+19,8%) rispetto al 31 dicembre del 2007. Bene anche l’utile netto, salito nel periodo del 22,2% a 9,1 milioni di euro a fronte di un aumento delle commissioni nette del 2,4% grazie all’apporto della società controllata InvestNet.
La CONSOB, Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, in virtù dell’attuale situazione sui mercati finanziari internazionali, ha ufficialmente richiamato gli operatori con una nota al massimo rispetto delle regole riguardo alle vendite allo scoperto. Nello specifico, sarà rafforzata l’attività di vigilanza della CONSOB in collaborazione con i gestori e con l’ausilio ed il monitoraggio dei sistemi di liquidazione e compensazione.
Gli “short sellers“, ovverosia i venditori allo scoperto, avranno per un bel po’ vita dura sulle principali Borse internazionali. Da Londra a Wall Street passando per la Svizzera, infatti, i ribassisti dovranno trovare altri sistemi per guadagnare in Borsa.
Il Consiglio di Amministrazione di IWBank, banca specializzata nell’offerta di servizi finanziari e bancari online, ha approvato i dati relativi ai primi sei mesi del 2008, caratterizzati da una crescita dei clienti operativi dell’11,6% a quota 79.680 rispetto ai 71.414 registrati al 31 dicembre del 2007.
We@service, società del gruppo Banca Popolare di Milano, diventa a tutti gli effetti una banca online con il marchio Webank dopo aver svolto il ruolo di società strumentale adibita alle gestione della attività Internet dal lato informatico, commerciale e della consulenza.
Nonostante l’Italia si dimostri ancora restia ad usare i servizi di e-banking le operazioni di gestione degli investimenti effettuate online sono in forte crescita.
E’ un misero 15% degli italiani quello che utilizza i servizi bancari online secondo un’analisi condotta da Forrester Research su un campione di 4200 consumatori. Il dato ha visto un incremento dell’11% dal 2001 mentre la banda larga è passata dal 3 al 30% della popolazione in cinque anni.
“La crescita c’è ma è lenta” ha affermato Benjamin Ensor di Forrester, in quale continua: “Andranno a contribuire: la diffusione della banda larga, le iniziative governative e il cambio generazionale, ma anche le banche dovranno aumentare i propri sforzi per promuovere il canale online”.