Era nell’aria, ma si attendevano le prime conferme ufficiali per diramare la notizia secondo cui le vendite di auto in Cina avrebbero superato per la prima volta i livelli raggiunti negli Stati Uniti. L’Associazione dei Produttori Auto del Paese ha infatti comunicato che nel 2009 sono state vendute oltre 13,6 milioni di unità, ben al di sopra della stima di 10 milioni di unità.
La compagnia cinese Geely ha come noto concluso l’acquisto del marchio auto svedese Volvo. L’intesa si è conclusa per un valore intorno ai 2 miliardi di dollari, per un’operazione che si preannuncia come uno dei più grandi potenziali affari mai conclusi nel settore automotive. Un prezzo che gli analisti sostengono essere notevolmente inferiore rispetto al reale valore del brand svedese, e che rischia di tramutarsi in una transazione di svendita dell’ex marchio nell’orbita Ford.
Chrysler, il noto produttore auto statunitense ora nell’ambito del perimetro Fiat, ha dichiarato che presenterà una versione elettrica della Fiat 500 al prossimo auto show di Detroit. Non è invece chiaro quando verrà avviata una produzione industriale in scala dello stesso modello della Fiat 500 compatta, della quale per il momento si hanno a disposizione esclusivamente dei prototipi. La notizia è stata diramata alla stampa americana da una fonte “vicina ai vertici societari”, che tuttavia è rimasta anonima.
Sono stati confermati i dati relativi all’andamento del mercato auto italiano per il mese di novembre. I dati definitivi riportati in una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sostengono infatti che le vetture immatricolate sarebbero salite a 182.976 unità, con un incremento del 31,25%. Si tratta della sesta crescita mensile consecutiva, per un aumento più elevato di quello atteso dagli economisti locali, e pari al doppio di quanto il mercato auto nazionale riuscì ad ottenere nel mese di ottobre (allora si registrò un incremento del 15,7%).
Le associazioni dei lavoratori continuano a osservare con grande interesse e attenzione le mosse strategiche di Fiat. Dalle più recenti dichiarazioni sul tema, sembra che il futuro della compagnia non possa che passare anche attraverso una focalizzazione sul business delle auto elettriche e dei modelli ibridi, che darebbero a uno dei più importanti produttori auto d’Europa la possibilità di poter usufruire ancora dei significativi incentivi governativi.
BMW, uno dei produttori di auto più importanti di tutto il continente europeo, ha annunciato l’intenzione di investire oltre 2,2 miliardi di rand (poco meno di 300 milioni di dollari) in un proprio impianto in Sud Africa, vicino Rosslyn. Obiettivo dichiarato della compagnia tedesca è l’incremento della capacità produttiva dell’unità africana, con uno sviluppo dell’output del 45%, a 87 mila unità.
Il tasso di disoccupazione non accenna ad arrestare la propria crescita all’interno dei confini statunitensi. Stando agli ultimi dati diffusi, infatti, la disoccupazione nelle grandi città del Paese starebbe galoppando con un ritmo impressionante. A dirlo è il Dipartimento del Lavoro, secondo cui in ben sedici aree metropolitane della nazione il tasso avrebbe superato il 15%.
E’ poco per ribaltare il deludente andamento del mercato auto giapponese nel 2009, ma a volte guardare il bicchiere mezzo pieno può aiutare. Stando a quanto sostiene l’Associazione giapponese più rappresentativa nel settore automotive (JADA), Toyota e Honda - i due produttori auto più importanti della nazione - avrebbero chiuso il mese di settembre con un numero di unità vendute in aumento rispetto allo scorso anno.
Non è certo la prima volta che un simile episodio coinvolge i big dell’automotive internazionale. Ma la portata del maxi richiamo che Toyota avrebbe compiuto in Cina ha del rilevante a causa proprio dell’imponente numero di autovetture che hanno fatto il loro ritorno in fabbrica: si parla, nella fattispecie, di circa 690.000 unità, prodotte interamente nelle fabbriche locali del Paese asiatico grazie alla storica joint venture con la Guangzhou Automobile.
General Motors, il noto produttore auto recentemente coinvolto in situazioni di crisi, ha annunciato l’intenzione di richiamare 2.400 lavoratori all’interno delle proprie fabbriche in Michigan, nel Kansans e nell’Indiana. La società ha giustificato l’operazione sostenendo di avere necessità di maggiori risorse umane al fine di poter soddisfare al meglio la crescente domanda per alcuni veicoli della propria gamma, Buick LaCrosse e Chevrolet Malibu in testa.
Ford Motor è pronta a scommettere ancora sul mercato cinese, predisponendo le basi per la realizzazione di un terzo impianto produttivo nel Paese, al fine di supportare meglio la crescente domanda di proprie autovetture in Asia. La notizia, già preannunciata da alcune voci circolate sulla stampa locale negli ultimi giorni, è stata di fatto poi confermata dal viaggio che il chief executive officer Alan Mulally ha compiuto in terra cinese sul finire della scorsa settimana.
BMW ha dichiarato che le vendite cinesi delle autovetture con il proprio marchio (comprese le Mini) hanno toccato quota 9.013 unità durante il mese di agosto, rispetto alle 5.523 unità collocate sul mercato del Paese asiatico nello stesso mese dello scorso anno. La notizia, confermata da un comunicato stampa della stessa azienda, denota un incremento dei ricavi di vendita di oltre il 63%.
Le vendite dei dettaglianti statunitensi sono cresciute, ad agosto, toccando un ritmo di sviluppo mai osservato durante gli ultimi tre anni. A generare particolare beneficio nei ricavi sarebbe stato soprattutto il sorprendente andamento del mercato automotive, spinto a sua volta al rialzo dagli effetti del piano di incentivi governativi.