Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha dichiarato di aver stanziato fondi per 10,5 miliardi di euro da destinare agli aiuti per le banche del Paese. L’accordo giunge a poche ore di distanza dalle dichiarazioni del Primo Ministro britannico Gordon Brown, che ha annunciato il suo secondo piano di salvataggio nei soli ultimi tre mesi.
Il 2008 per gli Stati Uniti è stato un anno orribile non solo per le Borse, per la crisi dei mutui subprime e per i fallimenti bancari, ma anche per l’occupazione in virtù della perdita di complessivi 2,6 milioni di posti di lavoro. Trattasi di un dato comparabile in negativo solo con i 2,8 milioni di posti di lavoro persi negli States nel lontano 1945.
Manca oramai poco all’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti. Barack Obama il prossimo 20 gennaio prenderà il posto del presidente uscente George W. Bush con un unico obiettivo: rilanciare l’economia, aiutare le famiglie americane sempre più in crisi e adottare, in base alle attese, nuove regole nella gestione e nella conduzione della politica internazionale.
La ripresa dell’economia a stelle e strisce, anche se moderata, dovrebbe iniziare a partire dall’anno 2010, mentre per l’anno in corso continuerà la fase di stagnazione anche per effetto, tra l’altro, della forte contrazione del prodotto interno lordo attesa per il quarto trimestre del 2008, e delle difficili condizioni in cui versa il mercato del lavoro americano.
E’ scattato il conto alla rovescia per l’insediamento di Barack Obama, nuovo Presidente degli Stati Uniti. Il 20 gennaio prossimo, infatti, George W. Bush concluderà il proprio mandato lasciando il posto al nuovo presidente in un anno di grandi sfide per il Paese a stelle e strisce. Occorre infatti far uscire la nazione della recessione economica e dalla crisi finanziaria, e per fare ciò Barack Obama e la sua squadra di Governo sta lavorando a riflettori spenti per mettere a punto un piano di rilancio dell’economia per quasi $ 800 miliardi, ed incentrato su cinque punti fondamentali.
Tra meno di un mese, il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, assumerà pieni poteri alla guida di una nazione in grossa difficoltà. Barack Obama, in un messaggio natalizio di auguri registrato su YouTube, ha in particolare posto l’attenzione sui soldati americani impegnati nelle missioni all’estero che non potranno sedere a tavola con in propri cari.
Il piano di salvataggio da $ 15 miliardi per il settore automobilistico americano è naufragato al Senato, innescando una nuova spirale ribassista sui mercati finanziari internazionali. Il rischio è quello di mettere in ginocchio il settore manifatturiero americano, con la conseguenza che la crisi finanziaria e congiunturale assuma tutti i contorni di una nuova grande depressione paragonabile a quella innescatasi con la crisi del ‘29.
Dopo cinque sessioni consecutive al rialzo, il Dow Jones nella giornata di ieri è letteralmente crollato sotto i colpi delle vendite. L’indice delle Blue Chips a stelle e strisce, infatti, ha lasciato sul parterre la bellezza di 680 punti in scia ai timori di un ulteriore peggioramento del quadro economico e congiunturale.
Sono bastate alcune indiscrezioni sulla compagine di governo che sta allestendo il neo eletto presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per far impennare a Wall Street gli indici azionari. Dopo tre quarti di seduta all’insegna della volatilità, infatti, Wall Street nell’ultima ora ha piazzato venerdì scorso un rally irresistibile facendo ben sperare per il futuro di breve termine dei mercati finanziari.
Secondo quanto riporta la stampa, il neo Presidente eletto Barack Obama avrebbe intenzione di convincere il Congresso ad approvare un piano di salvataggio del mercato automobilisto statunitense: il mega progetto di Obama, stando alle indiscrezioni dei media locali, avrebbe un valore complessivo di circa 50 miliardi di dollari.
Secondo quanto previsto dagli economisti americani, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti avrebbero raggiunto un importante minimo storico durante il mese di ottobre, periodo nel quale i ricavi avrebbero toccato il fondo dalla “lontana” recessione del 2001. Si attendono ora i dati ufficiali che potrebbero confermare o meno tali stime.
Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è salito ai massimi livelli dal 1994. Il livello è di fatti cresciuto al 6,5% durante il mese di ottobre, contro il 6,1% del precedente mese di settembre: dopo la perdita di 284.000 posti di lavoro durante il nono mese dell’anno, durante lo scorso si sono aggiunte altre 240.000 unità alla lista dei neo-disoccupati.
Barack Obama sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti a partire dal prossimo 20 gennaio 2009. Ha già promesso il cambiamento, prima e dopo la campagna elettorale, ma prima di cambiare le cose sarà chiamato a prendere provvedimenti, anche impopolari, per riportare il Paese alla normalità.