Le Banche centrali di tutto il mondo sono riuscite con i propri interventi ad evitare il tracollo del sistema bancario e finanziario, ma per il futuro sono necessari dei cambiamenti tali da garantire differenti sistemi di remunerazione dei manager unitamente alla costituzione di riserve, da parte delle banche, in grado di garantire maggiore stabilità e maggiore equilibrio in presenza di eventi imprevedibili.
La Banca Centrale Europea ha nuovamente tagliato i tassi di interesse, optando per una sforbiciata pari a ben 75 punti base. In scia ai rischi di un’ulteriore contrazione della crescita economica nell’area euro, i tassi di interesse di riferimento sono così passati dal 3,25% al 2,5%. Di conseguenza, visto che i tassi sui Fed Funds sono attualmente all’1%, il differenziale tra l’Europa e gli Stati Uniti si è ridotto all’1,50%.
La Banca Centrale Europea sta per tagliare i tassi di interesse di riferimento di mezzo punto. Non lo diciamo noi, ma un gruppo di economisti contattati da Bloomberg News, secondo cui il 4 dicembre, durante il previsto meeting a Bruxelles, la BCE ridurrà i tassi portandoli al 2,75%. Una nuova mossa per contrastare la recessione nel Vecchio Continente.
Al fine di scongiurare nuovi crolli di borsa, e di accelerare la stabilizzazione del mercato del credito in un’economia sempre più globalizzata, le banche centrali dei paesi più industrializzati nelle prossime settimane, se ce ne sarà bisogno, adotteranno azioni congiunte finalizzate a tagliare ulteriormente i tassi di interesse.
La Banca Centrale Europea ha annunciato in data odierna d’aver tagliato i tassi di interesse di mezzo punto, che passano così dal 3,75% al 3,25%. Tale decisione non è stata accolta con favore oggi dai mercati finanziari, che speravano in un taglio più cospicuo, pari a 75 punti base.
Molti paesi europei si preparano ad entrare in una fase di recessione la cui durata è strettamente legata ai tempi necessari per la stabilizzazione dei mercati finanziari. A farlo presente è stato Klaus Schmidt-Hebbel, economista dell’Ocse, sottolineando come ci vorrà ancora tempo affinché gli interventi dei Governi e delle banche centrali permettano il ritorno alla normalità per quanto riguarda i prestiti e l’accesso al credito.
Il Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha dichiarato che la Banca Centrale Europea dovrebbe procedere ad un “significativo” taglio dei tassi di interesse di riferimento, superiore ai 50 bp. Per Marcegaglia, infatti, una riduzione dei tassi inferiore a tale limite, non provocherebbe effetti sensibili per il miglioramento.
Non c’è ancora chiarezza su cosa sia con esattezza, ma il Corriere della Sera ha riportato la notizia secondo la quale il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti starebbe preparando un “Piano B” al fine di garantire alle banche maggiore liquidità e intervenire con eventuali finanziamenti.
Anche l’Isae è convinta che non vi sarà alcuna crescita dell’economia italiana durante il 2008. Contrariamente al Fondo Monetario Internazionale, secondo cui la nostra economia subirà una flessione pari allo 0,1%, l’Isae crede invece in un risultato di stallo assoluto, provocato da forti riduzioni nella produttività europea e, nella fattispecie, italiana.
Se non è servito nemmeno il taglio di mezzo punto percentuale ai tassi di riferimento dell’Eurozona, ci si chiede cosa sarà necessario per invertire la tendenza a Piazza Affari e nelle altre principali Borse europee. Probabilmente, riflette qualche analista, occorre semplicemente assumere posizioni difensive, in attesa che passi la tempesta. Già, ma quando passerà?
Arrivano da Francoforte le dichiarazioni di un funzionario anonimo della Banca Centrale Europea che svela gli obiettivi macroeconomici per i prossimi mesi. A mettere in maggior allerta il sistema è un euro sopravvalutato e i tassi che, con il rialzo al 4,25% deciso lo scorso tre luglio, potrebbero portare ad una ulteriore apprezzamento sulla moneta statunitense.
(4 Luglio) Panieri statunitensi a due velocità con l’indice industriale in ripresa e quello tecnologico che soffre in chiusura. Il rapporto occupazionale non ha riservato particolari sorprese. Wall Street ha terminato anticipatamente alla vigilia dell’Indipendence Day e oggi le Borse rimarranno chiuse. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.65% a 11288, l’S&P500 lo 0.11% a 1262, il Nasdaq ha ceduto lo 0.27% a 2245.
Contro le critiche alla Banca Centrale Europea si è schierato apertamente Lucas Papademos, presidente dell’istituzione finanziaria internazionale, il quale ha dichiarato che la BCE non può, con la propria comunicazione sulla politica monetaria, influenzare negativamente la volatilità dei mercati finanziari.
L’obiettivo della BCE; ha proseguito Papademos, è invece quello di raggiungere proprio la stabilità finanziaria nel medio termine, cercando, come la controparte FED, dall’altra parte dell’oceano, di mitigare i rischi di un rapido incremento dell’inflazione.
Le voci e le previsioni sul rialzo dei tassi di interesse nell’eurozona continuano a rincorrersi anche durante questa settimana, con le nuove dichiarazioni del governatore della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, che sembrano aggiungere incertezza sul futuro a breve termine dei tassi dell’area euro. Secondo Trichet, che è intervenuto nel corso di un evento a Parigi, il rialzo dei tassi non sarebbe affatto certo.