In linea con i rumors e le indiscrezioni circolate nelle sale operative, Fiat Group e Cerberus Capital Management L.P., che detiene la quota di maggioranza nel produttore di automobili Chrysler LLC, hanno reso noto d’aver siglato un’alleanza strategica globale attraverso una lettera di intenti non vincolante.
Non solo gli operai, ma anche gli impiegati del gruppo Fiat andranno in cassa integrazione. Aspettando la ripresa di un mercato che anche a dicembre ha fatto registrare l’ennesimo crollo, la casa automobilistica torinese, costretta ad alleggerire i ritmi di produzione, ha annunciato ai sindacati la cassa integrazione, per due settimane a partire dal prossimo mese di febbraio, anche per una quota parte di impiegati operanti nel settore auto e Powertrain nelle aree di Stura e Mirafiori.
Dopo gli aiuti statali a favore del colosso di Detroit General Motors, il Dipartimento per il Tesoro statunitense ha concesso il via libera ad un prestito di emergenza a favore di Chrysler. A darne notizia è stato Bob Nardelli, CEO della società controllata dal fondo Cerberus. In questo modo, anche Chrysler potrà attingere alle risorse necessarie per proseguire con un drastico piano di ristrutturazione in scia al crollo delle vendite di nuove autovetture.
Dopo il prestito concesso alla General Motors, buone notizie sono giunte nel week-end anche per GMAC, il braccio finanziario della casa automobilistica di Detroit che versa in pessime condizioni di bilancio. La Federal Reserve, concedendo a GMAC il via libera a trasformarsi in una holding bancaria, ha di conseguenza permesso al braccio finanziario di General Motors di poter accedere al “Fondo Tarp” istituito negli USA con l’obiettivo di stabilizzare il sistema bancario e finanziario.
(28 Ottobre) I listini statunitensi chiudono la seduta del lunedì nel segno del toro; durante la giornata il trend è stato altalenante, ma nel finale le vendite hanno prevalso. Gli operatori si dimostrano ancora dubbiosi sul piano di salvataggio. Calano euro e petrolio mentre si decide un intervento per frenare l’impennata dello yen. Il Dow Jones ha ceduto il 2,42% a 8175, l’S&P500 si è fermato a -3.17% a 848, il Nasdaq ha perso il 2.97% a 1505.
La società General Motors, alle prese con la profonda crisi del mercato dell’auto, starebbe intensificando i colloqui riservati con il fondo Cerberus Capital Management per la fusione con la divisione auto di Chrysler e con il contestuale trasferimento di proprietà del braccio finanziario GMAC.
Il Presidente di Chrysler, James Press, ha annunciato che, viste le attuali condizioni dell’industria automobilistica, e considerate le negative previsioni per il prossimo futuro, le alleanze tra partner di settore potrebbero costituire una buona soluzione al calo della domanda e alla necessità di incrementare la propria forza competitiva.
Il gruppo automobilistico americano Ford non ricorrerà alla procedura fallimentare. Ad affermarlo è stato l’amministratore delegato della società Alan Mulally nonostante la grave situazione finanziaria e quotazioni al NYSE così basse come non si vedevano da oltre 25 anni. Per dare un segnale di fiducia al mercato, ma anche per sistemare in parte i conti, Ford potrebbe, in linea con le ultime indiscrezioni, cedere il 20% di Mazda.
Al fine di procedere lungo il tragitto della già programmata riduzione del numero dei propri dipendenti, Chrysler ha annunciato la decisione di eliminare 250 risorse umane dalla struttura societaria entro il 30 settembre. A questo taglio, provocato da un improvviso ulteriore calo nella domanda americana, ne seguiranno altri che condurranno le risorse umane della compagnia a ‘dimagrire’ di circa 1.000 unità.
Secondo quanto rivela Bloomberg, Honda Motor avrebbe sorpassato (è proprio il caso di dirlo!) Chrysler per quanto riguarda il numero di auto vendute negli Stati Uniti durante il mese di agosto. Rispetto a un anno fa, infatti, la quota di mercato di Honda è aumentata costantemente, a dispetto del trend generale del settore.
Secondo quanto dichiara Bloomberg, sarebbe naufragato il nuovo sorpasso di Toyota ai danni di Volkswagen, dopo quello inerente il maggior numero di automobili vendute durante la prima metà del 2008: il record pronto a passare di mano, infatti, era quello dell’industria automobilistica con il maggior numero di dipendenti.
Quello che si profila all’orizzonte è un intenso periodo di decisioni per Fiat. I vertici della compagnia torinese dovranno infatti scegliere dove localizzare alcuni impianti produttivi, e come rendere più incisiva la propria presenza nel mercato statunitense. Il che si traduce, in estrema sintesi, nella scelta del partner strategico più appropriato per i business d’oltreoceano.
Secondo le indiscrezioni trapelate nei media nazionali e statunitensi, Fiat e Chrysler sarebbero molto vicine a raggiungere un accordo per la produzione e la commercializzazione degli autoveicoli della casa torinese su suolo americano. Tuttavia, leggendo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Alfa Rome, Luca de Meo, occorre ancora armarsi di una buona dose di prudenza.