Volkswagen, il più grande produttore di auto d’Europa, ha annunciato che investira oltre 500 milioni di euro per incrementare la propria capacità produttiva in Cina. La società ha infatti intenzione di realizzare una nuova fabbrica (la decima nel Paese asiatico), consentendo così alle strutture commerciali di poter fronteggiare al meglio la prevista incrementante domanda proveniente dallo stesso mercato automotive locale.
Già ben radicata nel Paese asiatico, Luxottica sta fiutando l’occasione di incrementare i propri ricavi attraverso un’attenta diversificazione, e a tal fine sta predisponendo un piano di migliore penetrazione del mercato cinese, dove entro tre anni la compagnia italiana spera di raddoppiare i propri punti vendita portandoli dagli attuali (quasi) 250 spot, ai circa 500 negozi che la società vorrebbe gestire nel Paese più popoloso del mondo, dando seguito agli sforzi già parzialmente compiuti.
General Motors ha dichiarato di voler incrementare la propria presenza commerciale in Cina, stimando di poter vedere circa 3 milioni di veicoli l’anno entro il 2015. La fiducia sulle potenzialità commerciali di General Motors è supportata dalla volontà di porre nel mercato cinese alcuni nuovi modelli di veicoli a maggiore efficienza energetiche, che dovrebbero poter soddisfare adeguatamente la domanda locale.
Secondo quanto dichiarato dalla China Association of Automobile Manufacturers, le vendite di autovetture passeggeri in Cina sono cresciute di 63 punti percentuali durante il mese di marzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: il merito andrebbe attribuito soprattutto al piano di supporto predisposto dalle autorità governative per favorire la ripresa dei consumi del mercato automotive.
Era nell’aria, ma si attendevano le prime conferme ufficiali per diramare la notizia secondo cui le vendite di auto in Cina avrebbero superato per la prima volta i livelli raggiunti negli Stati Uniti. L’Associazione dei Produttori Auto del Paese ha infatti comunicato che nel 2009 sono state vendute oltre 13,6 milioni di unità, ben al di sopra della stima di 10 milioni di unità.
Il quotidiano nazionale China Daily sostiene che la Cina avrebbe sorpassato la Germania in qualità di esportatore più importante del mondo durante il 2009. Il media cinese - che riporta i dati diramati dal Ministero locale del Commercio - dichiara infatti che le esportazioni del Paese asiatico avrebbero toccato quota 957 miliardi di yuan (circa 140 miliardi di dollari) nei mesi tra gennaio 2009 ed ottobre 2009, contro i 917 miliardi di yuan (pari, al cambio attuale, a circa 134 miliardi di dollari) della concorrente tedesca.
La Cina ha aumentato le proprie stime di crescita sulla Produzione Interna Lorda, sostenendo che il 2008 si sarebbe chiuso con uno sviluppo al 9,6% contro la precedente dichiarazione di un ritmo pari al 9%. Per l’Autorità Nazionale Statistica di Pechino, inoltre, grazie a una straordinaria prestazione sul finire del 2009, l’espansione economica locale nell’anno appena concluso sarà superiore all’8%, per un risultato che fa del Paese più popoloso del Mondo il candidato a distaccare il Giappone quale seconda economia più sviluppata del Pianeta.
Non è certo la prima volta che un simile episodio coinvolge i big dell’automotive internazionale. Ma la portata del maxi richiamo che Toyota avrebbe compiuto in Cina ha del rilevante a causa proprio dell’imponente numero di autovetture che hanno fatto il loro ritorno in fabbrica: si parla, nella fattispecie, di circa 690.000 unità, prodotte interamente nelle fabbriche locali del Paese asiatico grazie alla storica joint venture con la Guangzhou Automobile.
Ford Motor è pronta a scommettere ancora sul mercato cinese, predisponendo le basi per la realizzazione di un terzo impianto produttivo nel Paese, al fine di supportare meglio la crescente domanda di proprie autovetture in Asia. La notizia, già preannunciata da alcune voci circolate sulla stampa locale negli ultimi giorni, è stata di fatto poi confermata dal viaggio che il chief executive officer Alan Mulally ha compiuto in terra cinese sul finire della scorsa settimana.
BMW ha dichiarato che le vendite cinesi delle autovetture con il proprio marchio (comprese le Mini) hanno toccato quota 9.013 unità durante il mese di agosto, rispetto alle 5.523 unità collocate sul mercato del Paese asiatico nello stesso mese dello scorso anno. La notizia, confermata da un comunicato stampa della stessa azienda, denota un incremento dei ricavi di vendita di oltre il 63%.
L’Istituto Centrale di Statistica di Pechino ha annunciato che il prodotto interno lordo cinese è cresciuto del 7,9% durante il secondo trimestre dell’anno. Un risultato che ha fatto diventare il gigante asiatico la prima tra le principali economie del mondo ad ottenere un significativo rimbalzo rispetto al trend che ha caratterizzato l’intera fase recessiva. Ma sarà troppo presto per parlare di una ripresa duratura?