Il quotidiano nazionale China Daily sostiene che la Cina avrebbe sorpassato la Germania in qualità di esportatore più importante del mondo durante il 2009. Il media cinese - che riporta i dati diramati dal Ministero locale del Commercio - dichiara infatti che le esportazioni del Paese asiatico avrebbero toccato quota 957 miliardi di yuan (circa 140 miliardi di dollari) nei mesi tra gennaio 2009 ed ottobre 2009, contro i 917 miliardi di yuan (pari, al cambio attuale, a circa 134 miliardi di dollari) della concorrente tedesca.
La Cina ha aumentato le proprie stime di crescita sulla Produzione Interna Lorda, sostenendo che il 2008 si sarebbe chiuso con uno sviluppo al 9,6% contro la precedente dichiarazione di un ritmo pari al 9%. Per l’Autorità Nazionale Statistica di Pechino, inoltre, grazie a una straordinaria prestazione sul finire del 2009, l’espansione economica locale nell’anno appena concluso sarà superiore all’8%, per un risultato che fa del Paese più popoloso del Mondo il candidato a distaccare il Giappone quale seconda economia più sviluppata del Pianeta.
Non è certo la prima volta che un simile episodio coinvolge i big dell’automotive internazionale. Ma la portata del maxi richiamo che Toyota avrebbe compiuto in Cina ha del rilevante a causa proprio dell’imponente numero di autovetture che hanno fatto il loro ritorno in fabbrica: si parla, nella fattispecie, di circa 690.000 unità, prodotte interamente nelle fabbriche locali del Paese asiatico grazie alla storica joint venture con la Guangzhou Automobile.
Ford Motor è pronta a scommettere ancora sul mercato cinese, predisponendo le basi per la realizzazione di un terzo impianto produttivo nel Paese, al fine di supportare meglio la crescente domanda di proprie autovetture in Asia. La notizia, già preannunciata da alcune voci circolate sulla stampa locale negli ultimi giorni, è stata di fatto poi confermata dal viaggio che il chief executive officer Alan Mulally ha compiuto in terra cinese sul finire della scorsa settimana.
BMW ha dichiarato che le vendite cinesi delle autovetture con il proprio marchio (comprese le Mini) hanno toccato quota 9.013 unità durante il mese di agosto, rispetto alle 5.523 unità collocate sul mercato del Paese asiatico nello stesso mese dello scorso anno. La notizia, confermata da un comunicato stampa della stessa azienda, denota un incremento dei ricavi di vendita di oltre il 63%.
L’Istituto Centrale di Statistica di Pechino ha annunciato che il prodotto interno lordo cinese è cresciuto del 7,9% durante il secondo trimestre dell’anno. Un risultato che ha fatto diventare il gigante asiatico la prima tra le principali economie del mondo ad ottenere un significativo rimbalzo rispetto al trend che ha caratterizzato l’intera fase recessiva. Ma sarà troppo presto per parlare di una ripresa duratura?
Il mercato delle auto in Cina riprende a crescere con ritmi vertiginosi. Stando a quanto sostiene la principale associazione di settore (la China Association of Automobile Manufacturers) in un comunicato di pochissimi giorni fa, durante il mese di giugno le vendite di veicoli nel Paese asiatico sarebbero infatti incrementate del 48%, per il balzo in avanti più importante dal mese di febbraio del 2006.
La Banca Mondiale ha rivisto al rialzo le prospettive di crescita dell’economia cinese per il 2009, portandole dal precedente 6,5% all’attuale 7,2%. Causa principale di questa revisione sono le considerazioni sul buon livello di investimenti guidati dai piani di stimolo approvati all’interno dei confini del Paese asiatico.
Tornano a crescere le prospettive di sviluppo dell’economia cinese. Stando a quanto rivela una recente analisi condotta su un gruppo di economisti contattati da Bloomberg, infatti, la terza economia più importante del mondo dovrebbe crescere del 7,5% durante il 2009, contro il 7,1% stimato durante il mese di febbraio.
Secondo quanto riporta la stampa internazionale, Fiat starebbe cercando di concludere un nuovo accordo sul fronte mondiale, andando a puntare la propria attenzione sul mercato cinese: è infatti di recente diramazione l’indiscrezione secondo cui la casa torinese avrebbe preso contatti con la Guangzhou Automobile Group per formare una joint venture da 4,3 miliardi di yuan (circa 630 milioni di dollari).