Disoccupazione

Stati Uniti, persi 663mila posti di lavoro a marzo

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Dopo le stime provvisorie fornite negli scorsi giorni, è ora ufficiale il dato relativo all’occupazione statunitense nel mese di marzo. Secondo quanto sostengono le fonti statistiche, infatti, nello scorso mese l’America ha visto scomparire ben 663.000 posti di lavoro, bruciati a causa dell’inasprimento della crisi economica che sta colpendo in maniera piuttosto intensa soprattutto il territorio statunitense.

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Stati Uniti, crescita della spesa in fase di rallentamento

stati uniti

La spesa dei consumatori americani sta rallentando visibilmente, complice la crisi finanziaria ed economica che sta riducendo la domanda di prodotti e servizi a livello locale e internazionale. La spesa ha infatti subito una frenata durante il mese di febbraio, con analisi previsionali sul futuro a breve termine che confermano un prolungamento del trend anche nel corso dei prossimi mesi.

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Lloyds, possibile nuovo taglio della forza lavoro

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Lloyds Banking Group potrebbe presto annunciare un nuovo piano di riduzione della forza lavoro, contraddistinto dalla chiusura di alcune filiali: un modo, quello che il gruppo britannico potrebbe rilanciare, per ritrovare la redditività perduta nelle proprie strutture aziendali; un modo, tuttavia, che non potrà che aggravare la situazione della disoccupazione nel Regno Unito, nuovamente in aumento durante queste settimane.

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Gran Bretagna, prezzi delle case diminuiscono del 10%

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Un nuovo calo per i prezzi delle proprietà immobiliari britanniche. Secondo quanto ci rivela Hometrack, infatti, i prezzi delle case in Gran Bretagna sono precipitate del 10% su base annua durante il mese di gennaio, con il peggior passo indietro dal 2001 ad oggi: a pesare sul dato, la crescente disoccupazione e una stretta creditizia da parte degli istituti di credito locali.

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Gran Bretagna, vendite nuovamente in rialzo

gran bretagna

Le vendite al dettaglio in Gran Bretagna si risollevano e durante il mese di gennaio fanno registrsare un nuovo incremento. Le motivazioni alla base di questo risultato, stando alle prime osservazioni, sarebbero relative ai forti tagli ai prezzi applicati agli utenti finali da parte dei negozianti, che hanno potuto controbilanciare gli effetti negativi legati all’incremento della disoccupazione e all’inasprirsi della recessione.

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Germania: calano i consumi, cresce la disoccupazione

germania

Calano le vendite in Germania, il principale mercato dei consumi d’Europa: la causa principale pare essere, ancora una volta, la crescente disoccupazione nel Paese, che ha condotto il livello dei consumi al dettaglio a diminuire per il terzo mese consecutivo. Stando a quanto sostiene il locale Istituto Nazionale di Statistica, infatti, le vendite si sarebbero contratte dello 0,2%.

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OIL: 51 milioni di nuovi disoccupati

lavoratori

Secondo uno studio condotto dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, durante l’anno vi sarebbe il pericolo di una perdita di altri 51 milioni di posti di lavoro nel mondo, per uno scenario che, se dovesse divenire realtà, sarebbe davvero incredibilmente negativo. Il rallentamento globale dell’economia, e la conseguente recessione internazionale, potrebbero però far realizzare questa tetra previsione.

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Regno Unito, real estate ancora più giù

regno unito

I prezzi delle proprietà immobiliari nel Regno Unito sono calati ancora durante il mese di gennaio, per il terzo consecutivo dalla fine del 2008. A pesare particolarmente sulle performance di uno dei mercati più importanti per l’economia europea è stata la crescente disoccupazione, che ha indebolito ulteriormente le aspettative di sviluppo del real estate britannico.

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Germania, la disoccupazione torna a crescere

germania

Per la prima volta in tre anni il tasso di disoccupazione tedesco torna a crescere. Durante il mese di dicembre, infatti, il mercato del lavoro della Germania ha iniziato a risentire pesantemente della crisi internazionale, portando i numeri di persone in cerca di occupazione a quota 3,18 milioni di unità, con un incremento di 18.000 rispetto al mese di novembre.

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Regno Unito, a rischio 600 mila posti di lavoro

regno unito

Uno studio condotto dal Chartered Institute of Personnel and Development rivela che durante il 2009 sarebbero a rischio licenziamento circa 600.000 lavoratori nella sola Gran Bretagna. L’anno appena iniziato – se il dato dovesse essere confermato nella realtà – dovrebbe pertanto essere il peggiore periodo per il mercato del lavoro dall’inizio degli anni ’90.

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BBC: l’economia britannica franerà del 2,9%

gran bretagna

Secondo quanto comunica la BBC, citando un’analisi condotta dagli economisti del Centre for Economics and Business Research, l’economia britannica potrebbe subire una flessione di quasi il 3% durante il corso del 2009, registrando una performance che – se confermata – sarebbe la peggiore dal termine del Secondo Conflitto Mondiale.

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E’ sempre più crisi (anche in Giappone)

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Il governo giapponese ha pubblicato alcune analisi che confermano come la crisi internazionale stia producendo i propri effetti anche nel solidissimo arcipelago giapponese. La produzione industriale del Paese, infatti, è crollata dell’8,1% dal mese di ottobre al mese di novembre, con una contrazione record nella storia del Giappone.

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Citigroup taglia 1.000 posti di lavoro alla Nikko Cordial Securities

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Citigroup, l’istituto di credito americano che con gli oltre 50.000 esuberi ha contribuito fortemente a infoltire le fila dei nuovi disoccupati del settore economico finanziario, ha annunciato che ridurrà di circa 1.000 unità le strutture della sua unità di broker in Giappone.

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Svizzera, disoccupazione in crescita

svizzera

Anche in Svizzera la disoccupazione inizia ad aumentare. Secondo quanto dichiarato dal Segetariato di Stato per gli Affari Economici, infatti, il numero dei disoccupati nella nazione è cresciuto per la prima volta negli ultimi quattro anni durante il mese di novembre, a causa delle riduzioni di lavoro operate da alcune aziende locali.

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Regno Unito, consumatori sempre più sfiduciati

regno unito

Con l’approfondirsi della recessione, la fiducia dei consumatori britannici sta raggiungendo rapidamente livelli minimi da trent’anni a questa parte. Una ricerca condotta da Gfk su un campione di 2.000 persone intervistate dal 7 al 16 novembre, infatti, sostiene che la tendenza alla spesa privata stia conseguendo soglie particolarmente contratte.

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