Federal Reserve
Tassi, la Federal Reserve lascia tutto invariato

Come era largamente atteso dagli analisti locali e internazionali, la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse di riferimento tra lo 0% e lo 0,25%: un limite minimo assoluto, che la massima istituzione monetaria americana ha scelto di confermare cercando in tal modo di rilanciare ulteriormente la già sofferente economica statunitense, messa alla dura prova da criticità economico finanziarie molto rilevanti, e da un mercato del lavoro che fatica a svilupparsi adeguatamente.
Leggi l'articoloFederal Reserve, per Goldman tassi inviariati per alcuni anni

Gli economisti di Goldman Sachs sostengono che la Federal Reserve manterrà inviariati i tassi di interesse di riferimento ancora per diversi anni, confermando il minimo storico cui sono giunti. Gli analisti del gruppo dichiarano infatti che la massima istituzione monetaria americana sarebbe disposta a questa strategia pur di aiutare le società e i consumatori del Paese.
Leggi l'articoloTassi di interesse: minimo storico in Inghilterra

In linea con le attese degli economisti, la Banca d’Inghilterra ha annunciato un nuovo taglio dei tassi di interesse, che scendono dal 2% all’1,5%, che rappresenta il nuovo minimo storico. Ma nuovi minimi per il costo del denaro sono attesi nei prossimi mesi, visto che i motori della crescita economica sono fermi: dall’industria al commercio passando per il settore dei servizi.
Leggi l'articoloTassi BCE: nuovo taglio in arrivo?

Dopo la decisione della Federal Reserve di abbassare i tassi di interesse all’interno della banda di oscillazione 0-0,25%, gli operatori guardano con estremo interesse alle prossime mosse della Banca Centrale Europea, chiamata ad abbassare un livello dei tassi che appare troppo elevato rispetto ad una congiuntura economica recessiva ed ai rischi di deflazione.
Leggi l'articoloTassi Giappone: nuovo taglio della BOJ

La Banca centrale giapponese ha annunciato una nuova riduzione dei tassi di interesse quale misura per fronteggiare la crisi economica e finanziaria; nel dettaglio, la riduzione dei tassi è stata di 20 punti base, dallo 0,30% allo 0,10%. La decisione non è stata comunque presa all’unanimità, visto che una nota della BOJ recita che ci sono stati sette voti favorevoli al taglio contro un voto contrario.
Leggi l'articoloFederal Reserve: taglio “monstre” ai tassi di interesse

Al fine di contrastare la recessione economica e la crisi finanziaria, la Banca centrale americana ha effettuato in data odierna un maxi-taglio dei tassi di interesse, portandoli dall’1% alla banda di oscillazione tra 0 e 0,25%. Tale decisione, approvata all’unanimità dai membri della Federal Reserve, è stata presa per inviare un segnale chiaro e risoluto ai mercati al fine di stabilizzare il sistema finanziario.
Leggi l'articoloWall Street punta tutto su Barack Obama

Sono bastate alcune indiscrezioni sulla compagine di governo che sta allestendo il neo eletto presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per far impennare a Wall Street gli indici azionari. Dopo tre quarti di seduta all’insegna della volatilità, infatti, Wall Street nell’ultima ora ha piazzato venerdì scorso un rally irresistibile facendo ben sperare per il futuro di breve termine dei mercati finanziari.
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Si è chiusa in bellezza l’ultima seduta della settimana a Piazza Affari. L’S&P/Mib ha infatti guadagnato poco più del 2% in scia agli acquisti generalizzati sui titoli bancari, i quali non hanno per nulla risentito degli ultimi dati macroeconomici che per l’Europa disegnano un preoccupante scenario recessivo.
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Dopo tante settimane di passione, Piazza Affari ha archiviato l’ottava inviando segnali incoraggianti per il futuro. Il taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, unitamente a quello della banca centrale giapponese, sembra aver riportato nel Vecchio Continente, e di riflesso a Piazza Affari, uno sprazzo di ottimismo.
Leggi l'articoloTassi USA: scendono all’1%

In linea con le attese, la Banca Centrale americana, la Federal Reserve, ha ulteriormente tagliato i tassi di interesse sui Fed Fund di 50 punti base, portandoli all’1%; contestualmente, negli USA è stato tagliato di mezzo punto anche il tasso di sconto, che passa dall’1,75% all’1,25%.
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