La stampa internazionale non ha dubbi (o quasi): General Motors avrebbe già raggiunto un accordo preliminare per cedere lo storico marchio Hummer, al fine di rafforzare la propria struttura patrimoniale, messa a durissima prova dalle note difficoltà affrontate nei periodi recenti e da tempo sotto i riflettori del governo statunitense.
General Motors, stando a quanto riporta un approfondimento riportato da Reuters e Bloomberg, avrebbe annunciato dei piani di sviluppo per raddoppiare le proprie vendite in Cina entro il 2013: in tale data, conferma un portavoce di GM per il Paese asiatico, la compagnia stima di poter vendere almeno 2 milioni di unità. L’azienda di Detroit ha inoltre annunciato che entro i prossimi cinque anni verranno introdotti in Cina almeno 30 nuovi modelli, comprese le rivisitazioni di quelli già esistenti e presenti nelle strade della nazione.
Non solo gli operai, ma anche gli impiegati del gruppo Fiat andranno in cassa integrazione. Aspettando la ripresa di un mercato che anche a dicembre ha fatto registrare l’ennesimo crollo, la casa automobilistica torinese, costretta ad alleggerire i ritmi di produzione, ha annunciato ai sindacati la cassa integrazione, per due settimane a partire dal prossimo mese di febbraio, anche per una quota parte di impiegati operanti nel settore auto e Powertrain nelle aree di Stura e Mirafiori.
Dopo gli aiuti statali a favore del colosso di Detroit General Motors, il Dipartimento per il Tesoro statunitense ha concesso il via libera ad un prestito di emergenza a favore di Chrysler. A darne notizia è stato Bob Nardelli, CEO della società controllata dal fondo Cerberus. In questo modo, anche Chrysler potrà attingere alle risorse necessarie per proseguire con un drastico piano di ristrutturazione in scia al crollo delle vendite di nuove autovetture.
Al fine di rilanciare il settore dell’auto, ma anche per evitare clamorosi fallimenti, il Tesoro USA ha messo sul piatto ben $ 6 miliardi di aiuti a favore di Gmac, il braccio finanziario della General Motors. Questo a poche ore dal via libera alla trasformazione di Gmac in una holding bancaria, passo necessario per poter accedere ai fondi del cosiddetto Tarp, il Troubled assets relief program.
Dopo il prestito concesso alla General Motors, buone notizie sono giunte nel week-end anche per GMAC, il braccio finanziario della casa automobilistica di Detroit che versa in pessime condizioni di bilancio. La Federal Reserve, concedendo a GMAC il via libera a trasformarsi in una holding bancaria, ha di conseguenza permesso al braccio finanziario di General Motors di poter accedere al “Fondo Tarp” istituito negli USA con l’obiettivo di stabilizzare il sistema bancario e finanziario.
Da oggi e fino al 12 gennaio del 2009, i lavoratori della Fiat rimarranno a casa. Per la società del Lingotto trattasi di ‘vacanze forzate’ concesse ai propri dipendenti a causa di una crisi di domanda che non riguarda solamente il settore dell’auto, ma anche quella dei mezzi pesanti, dei trattori e della componentistica.
Il piano di salvataggio da $ 15 miliardi per il settore automobilistico americano è naufragato al Senato, innescando una nuova spirale ribassista sui mercati finanziari internazionali. Il rischio è quello di mettere in ginocchio il settore manifatturiero americano, con la conseguenza che la crisi finanziaria e congiunturale assuma tutti i contorni di una nuova grande depressione paragonabile a quella innescatasi con la crisi del ‘29.
Gran denaro oggi a Wall Street sulle azioni della casa automobilistica di Detroit General Motors; i titoli dell’azienda a stelle e strisce hanno guadagnato in avvio di contrattazioni circa il 20% in scia alle attese di un via libera, da parte del Governo USA, del piano di salvataggio per il comparto dell’auto.
Dopo il crollo della vigilia, nella sessione di ieri a Wall Street sono tornati gli acquisti. Grazie anche ad alcune buone notizie dal fronte societario, infatti, il Dow Jones ha messo a segno un balzo del 3,31% con a ruota l’ampio indice S&P500 (+3,99%) ed il Nasdaq Composite, che ha riconquistato il livello dei 1.400 punti con un rialzo del 3,70%.
L’ultima seduta della settimana si è chiusa in calo per gli indici di Piazza Affari, ma non sono mancati i titoli, ed in particolare, le blue chips, che si sono mossi in netta controtendenza. Molto bene, infatti, si sono comportati titoli come Autogrill, Monte dei Paschi di Siena, Alleanza e, soprattutto, Prysmian, protagonista di una settimana di scambi condotta tutta in forte rialzo.
Il produttore di automobili General Motors ha annunciato la vendita dell’intera quota posseduta nel costruttore giapponese Suzuki Motor Corp. per circa $ 230 milioni. La decisione della casa di Detroit è strettamente legata alla necessità di fare cassa per far fronte ad una crisi di liquidità che rischia di mettere in ginocchio l’azienda in assenza di un intervento da parte del Governo americano.