Il Sole 24 Ore annuncia che il Banco Popolare, uno degli istituti di credito più importanti della Penisola, si appresterebbe a formalizzare piani di vendita inerenti attività ritenute “non strategiche” dalla compagnia formatasi dopo l’acquisizione della Banca Popolare Italia da parte della Banca Popolare di Verona.
Edison ha annunciato grandi investimenti per i prossimi cinque anni, al fine di espandere ulteriormente le proprie attività nel settore dell’elettricità e nel gas, in Italia e non solo: a tal fine la compagnia avrebbe in mente di aumentare i propri impieghi nei relativi business di una percentuale pari a circa il 16%.
Sharp e Enel hanno concluso un importante accordo nel settore dell’energia solare. Stando a quanto rivelano alla stampa, le due compagnie investiranno circa 100 miliardi di yen (pari a oltre 1 miliardo di dollari) per sviluppare progetti congiunti per la produzione di energia dai pannelli solari. L’accordo dovrebbe riguardare un piano dalla durata triennale.
Il Ministro Claudio Scajola ha dichiarato che l’Italia sarà in grado di usufruire dell’energia nucleare nel 2018, grazie alla realizzazione di una serie di reattori (una decina) entro i prossimi due decenni. Sembra quindi avvicinarsi, almeno stando a quanto sostengono le autorità governative, il ritorno del nucleare nella Penisola.
Il mese che sta giungendo a conclusione porta un nuovo risultato negativo sul fronte delle vendite. Per il quinto mese consecutivo, infatti, il livello delle vendite al dettaglio nei mercati europei ha proseguito la sua corsa al ribasso, con l’indice di riferimento sceso a quota 44,3 contro i 46,2 di settembre.
(14 Ottobre) Partono fortemente in ripresa gli indici milanesi che al momento sono tutti in recupero del 5%; sia dai primi minuti ci sono state alcune sospensioni per eccesso di rialzo. Ieri è stata chiusura da record per Milano con la crescita giornaliera più forte di sempre. Clima di ottimismo anche in Europa con Londra a +4%, Francoforte +1,44% e Parigi a +2,15%. Il Mibtel sale del 4,79% a 17946, lo S&PMib procede a +5,28% e 23837, l’All Stars fa segnare +3,63% a 9764 punti.
Come se non bastassero le cattive notizie che Piazza Affari ci fornisce ogni giorno, è giunto poche ore fa un nuovo annuncio da parte del Fondo Monetario Internazionale, che ammonisce la Penisola e conferma: l’Italia è entrata in una fase di recessione. Certo è che il nostro Paese non è solo, anche se, in questo caso, mal comune non è mezzo gaudio.
Il Premier britannico Gordon Brown ha dichiarato di essere felice di poter annunciare che Italia e Gran Bretagna lavoreranno insieme nell’area dell’energia nucleare. L’annuncio, al termine di una conferenza stampa tenuta insieme al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, conferma pertanto le voci di uno sviluppo congiunto di alcuni progetti in materia.
Secondo quanto ha riferito il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti al Corriere della Sera, l’economia italiana sarebbe più solida di altre economie europee, e potrebbe pertanto fronteggiare meglio le attuali e future turbolenze del sistema finanziario. Secondo il Ministro Tremonti, infatti, altri Paesi sono caratterizzati da economie maggiormente dipendenti dai mercati finanziari rispetto a quella italiana, con la conseguenza di un eventuale impatto negativo di più grandi proporzioni in caso di declino dei valori.
Il Financial Times, autorevole pubblicazione finanziaria, ha dichiarato che i rischi di default dei bond sono aumentati in maniera considerevole in alcune nazioni particolarmente in difficoltà sul fronte economico: tra queste anche alcuni Paesi dell’Eurozona e, nemmeno a dirlo, pure l’Italia.
La penisola, secondo il giornale, sarebbe tra le principali indiziate insieme a Spagna, Grecia e Portogallo, tutte nazioni che hanno visto un rapido incremento nel rischio di default durante l’ultimo periodo, con una improvvisa accellerazione da quando la Banca Centrale Europea ha lanciato per la prima volta in maniera esplicita un allarme sull’inflazione.
Scende ancora, in Europa, l’indice di fiducia di imprese e di consumatori: durante il mese di giugno l’indice complessivo dei Paesi membri dell’Unione Europea è infatti calato a 94,6 punti. Il risultato ottenuto durante il sesto mese dell’anno denota un deciso passo indietro rispetto all’indice di fiducia registrato a maggio, di poco superiore ai 97 punti.
In seguito agli effetti negativi della crisi economica internazionale, che continua a minacciare anche il Vecchio Continente, alcuni Paesi hanno registrato dei cali più forti che nel recente passaato.
In Europa la crisi del mercato automobilistico colpisce anche il settore dei veicoli commerciali, che a maggio fa registrare una forte inflessione delle nuove immatricolazioni. In termini precentuali, infatti, le immatricolazioni dei veicoli commerciali calano infatti del 5,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Durante il solo mese di maggio del 2008, le immatricolazioni sono state, in valore assoluto, 185.400.
Il saldo da inizio anno rimane comunque positivo, grazie ad un lieve incremento pari all’1,3% nel numero delle registrazioni nel periodo gennaio - maggio 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007.
Volkswagen, principale produttore europeo nel settore automobilistico, ha dichiarato che nei primi cinque mesi del 2008 l’incremento relativo del numero delle immatricolazioni è stato pari al 18,4% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo dello scorso anno. In valore assoluto, le immatricolazioni delle autovetture a marchio Volkswagen sono state oltre 300.000.
Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica, la bilancia commerciale dell’Italia è ancora in deficit, per una cifra di poco superiore al miliardo di euro durante il mese di aprile 2008. L’Istat sottolinea, tuttavia, come il dato sia nettamente migliore rispetto all’equivalente di aprile 2007.