Nonostante il buon rialzo messo a segno nella sessione di fine anno, la piazza azionaria di Wall Street ha archiviato un 2008 da dimenticare in fretta. Il bilancio annuale dei tre indici principali, il Dow Jones, il Nasdaq Composite e l’S&P 500 è infatti in profondo rosso, al punto che per risalire ad andamenti peggiori bisogna andare indietro fino agli anni ‘30, ovverosia quelli della grande depressione.
Al fine di rafforzare la fiducia tra banca e clienti, il CdA della società Cnp UniCredit Vita, partecipata da Cnp Assurances e dal colosso bancario europeo Unicredit, ha varato un piano finalizzato a creare una rete di protezione a favore di tutti quei clienti della società che hanno stipulato polizze index linked collegate all’investimento in obbligazioni della banca d’affari americana Lehman Brothers.
RBS (Royal Bank of Scotland) ha annunciato di aver definitivamente abbandonato ogni speranza di conseguire utili annuali come precedentemente previsto, a causa del forte impatto negativo che la crisi del mercato del credito ha provocato sui propri conti societari.
Il crack della banca di investimento Usa rischia di espandersi pesantemente anche in Europa e, se già non sono mancati alcuni casi isolati di piccoli risparmiatori che hanno visto depauperati i loro risparmi, il fenomeno potrebbe assumere dimensioni rilevanti. La società indipendente belga fonda così un comitato costituito dai creditori di Lehman Brothers.
Uni Land, società italiana specializzata nelle attività di land banking, e quotata a Piazza Affari sul segmento “All Stars” di Borsa Italiana, ha reso noto d’aver provveduto a cedere le proprie partecipazioni in tre società di costruzione immobiliari in Lombardia, ed in particolare nelle province di Como e di Bergamo.
Nomura, la principale banca di investimenti del Giappone, ha trovato un accordo con Lehman Brothers per acquistare le sue unità asiatiche. Il prezzo oggetto dell’intesa sarebbe pari a più di 20 miliardi di yen, poco meno di 200 milioni di dollari.
Il tasso Euribor a 3 mesi ha raggiunto e superato la quota del 5%: un livello psicologico, che il tasso di riferimento non scavalcava da quasi otto anni. Anche l’Euribor a 6 mesi è stato rivisto al rialzo, con un incremento che lo ha condotto al 5,235%. L’Euribor 1s, invece, si è fermato al 4,546%, anch’esso su livelli record da almeno un lustro.
Secondo quanto riportano alcuni media internazionali (la notizia è stata anticipata da Bloomberg), Lehman Brothers starebbe conducendo alcune trattative per vendere degli asset al gruppo finanziario giapponese Sumitomo Mitsui: nel “pacchetto” rientrerebbero anche 1.300 dipendenti, che quindi vedrebbero salvaguardato il proprio posto di lavoro.
La banca britannica Barclays per la stampa americana sarebbe in trattative con la naufragata Lehman Brothers al fine di acquistare le divisioni statunitensi della banca. La notizia non è stata ancora confermata dalle due parti, e i giornali a stelle e strisce non citano esplicitamente la fonte dell’indiscrezione rimandando a generiche “voci” vicine ai vertici societari del gruppo inglese.
(16 Settembre) È stata una delle peggiori sedute degli ultimi anni quella che ieri ha trascinato inesorabilmente al ribasso gli indici statunitensi. Il fallimento di Lehman Brothers ha avuto i suoi effetti e già si teme per quello che potrebbe accadere oggi. Crollano anche le commodity. Il Dow Jones ha perso il 4.38% a 10921, l’S&P500 è scivolato a -4.65% a 1193, il Nasdaq è arretrato del 3.60% a 2179 punti.
(15 Settembre) Apertura di settimana profondamente negativa per gli indici milanesi trainati al ribasso dal comparto bancario; medesima situazione nel resto d’Europa in cui spiccano Parigi a -3,26%, Francoforte -2,77%, Madrid -2,87% e Zurigo -2,37%. La banca d’investimento americana ha richiesto la procedura di fallimento dopo che ieri Barclays ha abbandonato il tavolo delle trattative. Il Mibtel perde il 2.63% a 21178, lo S&PMib il 2.93% a 27540, l’All Stars l’1.47% a 11900 punti.
Il Ministero del Tesoro segue con attenzione l’evolversi della vicenda statunitense per via delle possibili conseguenze che, un’eventuale fallimento dell’istituto, avrebbe sull’economia italiana. Il direttore generale Vittorio Grilli monitora infatti le “operazioni italiane in cui e’ coinvolta la primaria banca d’affari”. Il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, intervenuto alla riunione dell’Ecofin fa il punto della situazione.
(12 Settembre) Dopo aver passato la prima metà della giornata vicino alla parità gli indici statunitensi archiviano una seduta in buon rialzo. Continuano le difficoltà per il comparto finanziario trainato al ribasso da Lehman Brothers (-45%). Petrolio sempre più vicino alla soglia psicologica dei 100 dollari. Il Dow Jones ha registrato un progresso dell’1.46% a 11433, l’S&P500 dell’1.38% a 1249, il Nasdaq dell’1.32% a 2258.
(11 Settembre) I listini statunitensi archiviano una giornata positiva trainata dalle buone performance degli energetici e dei titoli tecnologici (a loro volta sospinti dai buoni risultati pubblicati dal colosso Texas Instruments). Greggio nuovamente in calo. Il Dow Jones è salito dello 0.34% a 11268, l’S&P500 dello 0.61% a 1232, il Nasdaq mette a segno un +0.85% a 2228.