Mutui Subprime

Stati Uniti: 2008 anno nero per l’occupazione

crisi occupazione usa

Il 2008 per gli Stati Uniti è stato un anno orribile non solo per le Borse, per la crisi dei mutui subprime e per i fallimenti bancari, ma anche per l’occupazione in virtù della perdita di complessivi 2,6 milioni di posti di lavoro. Trattasi di un dato comparabile in negativo solo con i 2,8 milioni di posti di lavoro persi negli States nel lontano 1945.

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Wall Street, si chiude un 2008 da dimenticare in fretta

mercato azionario americano

Nonostante il buon rialzo messo a segno nella sessione di fine anno, la piazza azionaria di Wall Street ha archiviato un 2008 da dimenticare in fretta. Il bilancio annuale dei tre indici principali, il Dow Jones, il Nasdaq Composite e l’S&P 500 è infatti in profondo rosso, al punto che per risalire ad andamenti peggiori bisogna andare indietro fino agli anni ’30, ovverosia quelli della grande depressione.

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Crisi Mercati: il Governo USA salva Citigroup

salvataggio citigroup

Al fine di evitare guai peggiori, il Governo americano ha messo a punto in fretta e furia un piano di salvataggio del colosso finanziario Citigroup, protagonista negli ultimi giorni in borsa di un tracollo che ha portato le quotazioni a segnare valori inferiori ai $ 4.

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Banche USA: vicino accordo sul piano di salvataggio

crisi dei mutui subprime

Negli Stati Uniti i democratici ed i repubblicani sono all’opera per trovare un accordo e per perfezionare il piano di salvataggio da $ 700 miliardi chiesto dall’Amministrazione Bush per stabilizzare il sistema bancario e finanziario americano dopo la crisi dei mutui subprime che ha portato al collasso di società come Lehman Brothers e Washington Mutual.

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Banche USA: fallisce Washington Mutual

washington mutual

La crisi finanziaria statunitense non ha ancora raggiunto il suo picco negativo. Lo dimostra il fallimento delle ultime ore da parte di Washington Mutual Inc., uno degli istituti bancari più importanti degli Stati Uniti con circa $ 310 miliardi di asset.

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Euribor 3m sopra il 5%

euribor

Il tasso Euribor a 3 mesi ha raggiunto e superato la quota del 5%: un livello psicologico, che il tasso di riferimento non scavalcava da quasi otto anni. Anche l’Euribor a 6 mesi è stato rivisto al rialzo, con un incremento che lo ha condotto al 5,235%. L’Euribor 1s, invece, si è fermato al 4,546%, anch’esso su livelli record da almeno un lustro.

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Bank of America comprerà Merrill

bank of america

Bank of America, la più importante banca americana per diffusione di servizi finanziari a clienti prvati, ha raggiunto un’intesa per condurre in porto l’acquisto della Merrill Lynch ad un prezzo pari a circa 50 miliardi di dollari: l’operazione societaria, sostengono gli analisti con una buona dose di certezza, non sarà certo una delle ultime nel mondo finanziario statunitense.

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Banche USA: effetto Lehman su Merrill Lynch

azioni usa merrill lynch

Effetto domino a Wall Street sui titoli del comparto bancario e finanziario. In scia al tracollo di Lehman Brothers, infatti, tutti i grandi players quotati alla Borsa di Wall Street si stanno leccando le ferite. Tra i titoli più bersagliati ci sono quelli della rivale Merrill Lynch & Co., che nell’ultima sessione della settimana di scambi ha lasciato sul campo oltre dodici punti percentuali dopo aver toccato nell’intraday il minimo da dodici anni a questa parte.

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Dexia, deciso calo dei profitti trimestrali

dexia

I profitti di Dexia sono calati del 32% durante l’ultimo trimestre, come diretta conseguenza della crisi statunitense che ha avuto degli evidenti riflessi negativi sul gruppo europeo.
Gli utili sono infatti scesi a 532 milioni di euro, contro i 787 milioni di euro conseguiti durante lo stesso periodo dello scorso anno.

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Crisi dei mutui: in Italia nessun rischio

crisi mutui

Secondo quanto affermato dal direttore generale di Intesa Sanpaolo Pietro Modiano, l’Italia è esente dal rischio di una bolla speculativa perchè non interessata dal fenomeno e l’aumento dell’indebitamento medio è dovuto a cause fisiologiche dell’economia. Intanto la situazione negli Usa si complica con il possibile default per Freddie Mac e Fannie Mae.

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Crisi Finanziaria: potrebbe non essere finita

Ben Bernanke

La ritrovata stabilità del dollaro rispetto alle principali valute, ed in particolare sull’euro, unitamente al calo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali, è una buona notizia per il comparto azionario, ed in particolar modo per il settore finanziario, ma la crisi del credito potrebbe non essere finita.

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Economia USA: rimarrà debole ancora per mesi

warren buffett

La crisi del credito negli Stati Uniti, per effetto del collasso dei mutui subprime, continuerà ancora per diversi mesi ad influire negativamente sul settore finanziario e sull’andamento dell’economia a stelle e strisce. Ad affermarlo è stato il miliardario Warren Buffett in una sua apparizione sulla rete televisiva CNBC, sottolineando come, sul versante politico, i cittadini americani non debbano aspettarsi grandi cose dai due candidati alla Casa Bianca.

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UBS, ancora un anno per rivedere l’utile

ubs

Stando a quanto comunica la stessa banca svizzera UBS, per voce del suo chairman Peter Kurer, l’istituto di credito tornerà a chiudere i trimestri in utile già dal prossimo anno. Kurer ha pertanto voluto rassicurare gli azionisti della più grande azienda del settore bancario in Svizzera, preoccupati per i miliardi di dollari persi durante la crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti.

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ING, profitti in calo del 25%

ing

I profitti netti trimestrali del gruppo finanziario olandese ING sono calati del 25% nell’ultimo trimestre solare. I risultati rimangono però al di sopra della soglia di previsione dei principali analisti di mercato, i quali stimavano un impatto maggiormente negativo dei ricavi collegati al settore real estate.

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JP Morgan, 1,5 miliardi di dollari di perdite

jp morgan chase

JP Morgan Chase & Co. ha accumulato perdite per circa 1,5 miliardi di dollari fino al mese di luglio: una situazione di sicura difficoltà per l’istituto americano, che continua a subire i duri influssi negativi derivanti dalla crisi dei mutui e dai bassi livelli di liquidità presenti.

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