Il 2009 per i mercati finanziari sarà un anno all’insegna delle turbolenze. E’ questo, in estrema sintesi, lo scenario previsto dall’OCSE che, tra l’altro, stima una contrazione media della crescita per il 2009 dello 0,3% per tutti i primi 30 paesi industrializzati.
Molti paesi europei si preparano ad entrare in una fase di recessione la cui durata è strettamente legata ai tempi necessari per la stabilizzazione dei mercati finanziari. A farlo presente è stato Klaus Schmidt-Hebbel, economista dell’Ocse, sottolineando come ci vorrà ancora tempo affinché gli interventi dei Governi e delle banche centrali permettano il ritorno alla normalità per quanto riguarda i prestiti e l’accesso al credito.
C’è un’altra, l’ennesima, classifica che ci vede fanalino di coda in Europa: è quella della produttività del lavoro, che sebbene in crescita all’1%, ci vede dietro la media Ocse (1,4%) e soprattutto dietro l’UE a 15 Paesi (1,7%).
Secondo il Fondo Monetario Internazionale la crescita di Eurolandia nel 2007 sarà dell’1,3%, che, a ben vedere, è davvero poca cosa rispetto alle percentuali di crescita dei Paesi Emergenti, anch’esse tuttavia ritoccate al ribasso dopo la recente crisi internazionale, e con le quali è veramente difficile (e forse anche prettamente inutile) cercare di fare un confronto in termini relativi.