La prima mattinata di Borsa di agosto si apre positivamente per Milano, con l’indice FTSE MIB in crescita di 1,10 punti percentuali a 21.253,58 punti. Particolarmente positiva la prestazione di A2a, in apprezzamento di 2,52 punti percentuali a 1,18 euro, e di Azimut, in crescita di 2,21 punti percentuali a 7,86 euro. Anche Autogrill e Buzzi Unicem salgono di 2 punti percentuali, rispettivamente a 9,695 euro e 8,535 euro.
Mattinata negativa quella del 5 luglio 2010 per la Borsa milanese. L’indice FTSE MIB perde infatti 0,72 punti percentuali a quota 18.937,01 punti, e pochi titoli con prestazioni positive degne di nota. Tra queste, tuttavia, è presente sicuramente Pirelli, in apprezzamento di 2,14 punti percentuali a 0,4535 euro. Bene anche Stmicroelectronics, in crescita di 1,58 punti percentuali a 6,445 euro, e Autogrill, in aumento di 1,32 punti percentuali a 9,595 euro.
La Borsa milanese, a metà mattina della giornata di negoziazioni del 2 luglio 2010, cresce di 0,40 punti percentuali, con l’indice FTSE MIB tornato sopra quota 19 mila punti (19.019,15 punti). Tra i titoli più positivi di oggi, Pirelli cresce di 2,16 punti percentuali a 0,45 euro; bene anche Azimut, in aumento di 1,95 punti percentuali a 6,525 euro, ed Exor, in aumento di 1,70 punti percentuali a 13,79 euro.
Giornata negativa per la Borsa milanese, con l’indice FTSE MIB in flessione di 2,05 punti percentuali a 19.942,39 punti. Nessuno dei titoli del listino principale chiude la sessione con una prestazione positiva. Riescono comunque a contenere le flessioni alcuni titoli bancari, come Unicredit, che perde 0,31 punti percentuali a 1,905 euro, e Mediolanum, in calo di 0,52 punti percentuali a 3,35 euro. Contenuto anche il declino di Pirelli, pari a - 0,63 punti percentuali a 0,47 euro.
Quella di giovedì è un’altra giornata negativa per le negoziazioni alla Borsa milanese. L’indice FTSE MIB cede infatti 1,77 punti percentuali a 19.991,42 punti, con la maggioranza dei titoli del listino principale in contrazione. In controtendenza con il trend complessivo è invece Pirelli, che si accinge a chiudere un’altra sessione positiva in apprezzamento di 3,51 punti percentuali a 0,4425 euro. Bene anche Azimut, Geox, Bulgari, Autogrill e Italcementi, tutte sopra il punto percentuale di crescita.
Ancora una giornata negativa per la Borsa di Milano, che tuttavia riesce - a differenza di ieri - a contenere i decrementi in una contrazione dell’indice di riferimento pari a 1,11% a breve distanza dall’orario di chiusura delle negoziazioni. L’indice FTSE MIB retrocede quindi sui 20.384,82 punti, con soli cinque titoli in terreno positivo: Pirelli (+ 2,14% a 0,429 euro), Eni (+ 1,41% a 16,51 euro), Tenaris (+ 1,14% a 15,03 euro), Campari (+ 0,39% a 7,7 euro), Bulgari (+ 0,16% a 6,13 euro).
La mattinata si sta chiudendo stabile per la Borsa milanese, con l’indice FTSE MIB a 21.553,91 punti. Pirelli è il momentaneo best performer, con un apprezzamento di quasi 3 punti percentuali a 0,448 euro. Bene anche Ansaldo, che cresce di 2,6 punti percentuali a 14,18 euro, Bulgari, in aumento di 1,6 punti percentuali a 6,335 euro, e Luxottica, in aumento di 1,46 punti percentuali a 20,82 euro.
Compressa da dati macroeconomici non esaltanti provenienti dall’Asia, la Borsa di Milano non riesce a partire con un ritmo crescente durante la giornata dell’11 marzo del 2010. A metà mattina l’indice FTSE MIB è pressoché stabile, con un valore che si aggira intorno ai 22.650 punti. Migliore performance del momento per Pirelli, che incrementa il proprio valore dell’1,87% a 0,435 euro.
Piazza Affari si avvia verso una chiusura stabile della giornata di negoziazioni ordinarie del 22 febbraio 2010, con un indice FTSE MIB in flessione dello 0,09% poco sopra quota 21.750 punti. Poche le prestazioni notevoli in questa sessione: tra i titoli più positivi spicca sicuramente Pirelli, che cresce del 2,16% a 0,4025 euro. Bene anche Tenaris, in rialzo di 1,52 punti percentuali a 17,42 euro e Stmicroelectronics, in aumento dell’1,34% a 6,405 euro.
La Borsa italiana inizia una nuova settimana di negoziazioni ordinarie con una seduta poco movimentata sul finale, e una variazione lievemente positiva dell’indice FTSE MIB (+ 0,16%). All’interno del listino, pochi sono i titoli che superano l’apprezzamento di un punto percentuale: fa eccezione la buona prestazione del titolo Pirelli, che sta per chiudere la giornata odierna in crescita del 3,05% a 0,456 euro.
Si apre all’insegna della positività la settimana per la Borsa di Milano. Piazza Affari porta infatti l’indice FTSE MIB a guadagnare l’1,28%, in chiusura a 23.545 punti. L’intero listino si porta avanti con prestazioni piuttosto buone, ad eccezione degli unici tre segni negativi della sessione ordinaria di negoziazioni: perdono pertanto terreno le azioni Telecom Italia, Snam Rete Gas e Terna, rispettivamente dello 0,18%, 0,50% e 0,75%.
Apre in lieve calo l’indice FTSE MIB alla Borsa di Milano. Piazza Affari registra infatti una flessione dello 0,47%, sulla scia della chiusura negativa di Wall Street. Nel listino prevale il segno negativo, con forti volume di vendite. La peggiore prestazione, per il momento, è relativa al titolo Pirelli, che fa segnare una perdita del 2,06%. Perdono oltre il punto percentuale anche Mediobanca, Fondiaria SAI, Campari a A2a, quest’ultima best performer del FTSE MIB nella giornata di ieri.
A breve distanza dall’apertura delle negoziazioni di questa giornata del 30 novembre, l’indice FTSE MIB della Borsa di Milano perde lo 0,22%. Tra le contrazioni più vistose, segnaliamo le quotazioni di Mondadori, che perde l’1,55% e di Banco Popolare, che dopo alcune buone prestazioni nel corso degli scorsi giorni, oggi perde l’1,70%. Migliore performance del listino, invece, per il titolo Pirelli, che guadagna l’1,80% avvicinando quota 0,425 euro.
Apertura negativa per la Borsa di Milano nella giornata del 13 novembre. L’indice FTSE MIB si porta infatti sotto dello 0,4%, trascinato al ribasso dalle cattive performance di qualche bancario (Monte dei Paschi di Siena perde il 2,14%, Unicredit lo 0,9%, Popolare l’1,12%), di qualche assicurativo (Unipol cede oltre il 3,5%), e di qualche altro titolo con dei volumi di scambio piuttosto significativi (ad esempio Fiat, che cede l’1,3%).