La ripresa dell’economia a stelle e strisce, anche se moderata, dovrebbe iniziare a partire dall’anno 2010, mentre per l’anno in corso continuerà la fase di stagnazione anche per effetto, tra l’altro, della forte contrazione del prodotto interno lordo attesa per il quarto trimestre del 2008, e delle difficili condizioni in cui versa il mercato del lavoro americano.
E’ scattato il conto alla rovescia per l’insediamento di Barack Obama, nuovo Presidente degli Stati Uniti. Il 20 gennaio prossimo, infatti, George W. Bush concluderà il proprio mandato lasciando il posto al nuovo presidente in un anno di grandi sfide per il Paese a stelle e strisce. Occorre infatti far uscire la nazione della recessione economica e dalla crisi finanziaria, e per fare ciò Barack Obama e la sua squadra di Governo sta lavorando a riflettori spenti per mettere a punto un piano di rilancio dell’economia per quasi $ 800 miliardi, ed incentrato su cinque punti fondamentali.
Per contrastare la recessione economica in Gran Bretagna sono scattati i super saldi, vere e proprie svendite con sconti senza precedenti che per alcuni articoli, in particolare quelli di elettronica ed arredamento, sfiorano il 90%! Le vendite post-natalizie sono iniziate di conseguenza col botto: a Londra e nel resto del Regno Unito le persone già all’alba si sono messe in coda a caccia di buone occasioni.
Tra meno di un mese, il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, assumerà pieni poteri alla guida di una nazione in grossa difficoltà. Barack Obama, in un messaggio natalizio di auguri registrato su YouTube, ha in particolare posto l’attenzione sui soldati americani impegnati nelle missioni all’estero che non potranno sedere a tavola con in propri cari.
Al fine di contrastare la recessione economica e la crisi finanziaria, la Banca centrale americana ha effettuato in data odierna un maxi-taglio dei tassi di interesse, portandoli dall’1% alla banda di oscillazione tra 0 e 0,25%. Tale decisione, approvata all’unanimità dai membri della Federal Reserve, è stata presa per inviare un segnale chiaro e risoluto ai mercati al fine di stabilizzare il sistema finanziario.
Da oggi e fino al 12 gennaio del 2009, i lavoratori della Fiat rimarranno a casa. Per la società del Lingotto trattasi di ‘vacanze forzate’ concesse ai propri dipendenti a causa di una crisi di domanda che non riguarda solamente il settore dell’auto, ma anche quella dei mezzi pesanti, dei trattori e della componentistica.
Gran denaro oggi a Wall Street sulle azioni della casa automobilistica di Detroit General Motors; i titoli dell’azienda a stelle e strisce hanno guadagnato in avvio di contrattazioni circa il 20% in scia alle attese di un via libera, da parte del Governo USA, del piano di salvataggio per il comparto dell’auto.
Il leader mondiale dei fast foods McDonald’s ha archiviato lo scorso mese di novembre con vendite globali in rialzo del 7,7% nei punti di ristoro aperti da almeno un anno; negli USA invece il dato si è attestato in crescita al 4,5%. La crescita delle vendite negli Stati Uniti, nonostante la recessione economica, è dovuta al fatto che i cittadini americani, invece di andare a cena nei ristoranti, preferiscono acquistare cibi pronti da consumare a casa al fine di risparmiare denaro.
Quella appena trascorsa non è stata una settimana esaltante per gli indici di Piazza Affari. In scia ai timori di un inasprimento della recessione economica, gli investitori hanno preferito alleggerire pesantemente le posizioni mandando i listini domestici a toccare nuovi minimi pluriennali.
Le quotazioni del petrolio hanno fatto registrare nella settimana appena conclusasi uno dei ribassi più ampi degli ultimi 20 anni; l’inasprimento della recessione economica, unitamente alle recenti decisioni dell’OPEC hanno contribuito a far sprofondare le quotazioni di circa 25 punti percentuali nell’arco di una settimana.
Il gruppo Mondadori ha archiviato i primi nove mesi del 2008 con un utile netto consolidato in calo del 16,1% a 58,8 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2007, mentre il fatturato consolidato è sceso del 5,1% a 1.441,7 milioni di euro. I dati, secondo quanto reso noto dalla società, riflettono l’impatto negativo sull’economia reale della crisi finanziaria e della conseguente recessione economica.